La gonna dello 'scandalo'

Ad agosto la vicequestore Marilina Giaquinta, in servizio a Catania, ha condiviso sul suo profilo Facebook una foto in cui mostra parzialmente le gambe. L'immagine ha provocato la reazione (spropositata) del sindacato.

Il 19 agosto la vicequestore Marilina Giaquinta, responsabile del servizio immigrazione della questura di Catania, ha condiviso sul suo profilo Facebook una foto in cui indossa una gonna corta. La notizia (che notizia non è) si fermerebbe qui, se non fosse che lo scatto pubblicato della Giaquinta ha provocato la spropositata reazione, a nome del sindacato che rappresenta, del segretario provinciale Marcello Rodano, il quale ha denunciato al questore, riporta il Corriere, il gesto «inappropriato» della collega: «Su Facebook (la Giaquinta, ndr) ha ritenuto opportuno mettere alla berlina le proprie gambe, in una discutibile posa in cui anche la sottana di pizzo nera all’uopo utilizzata, profonde connotazioni conturbanti e poco consone a un dirigente di polizia». Il segretario ha anche fornito in allegato l’immagine ‘incriminata’ e i messaggi che la donna ha scambiato, nei commenti, con i suoi amici. Anche questi, secondo Rodano, non appropriati: «Una ridda di commenti maschili, alcuni dei quali chiaramente allusivi». La Giaquinta, da parte sua, non si è sentita in dovere di fare alcun passo indietro: «Se oggi fa ancora scandalo la foto delle gambe di una donna di qualche centimetro sopra la rotula allora siamo veramente al burqa e al burkini», ha (giustamente) affermato.

catania gonna

«IMMAGINE CONTURBANTE»
Le parole del segretario lasciano perplessi. Due gambe e una gonna, a suo dire, sono «profondamente conturbanti». Ovvero, specifica Treccani, «eccitanti», capaci di «provocare interiore turbamento». Nemmeno fosse un nudo integrale, uno scatto ammiccante o, che ne so, l’immagine esplicita di un rapporto a tre. Forse mi sono persa qualcosa, ma l’ultima volta che ho visto un maschio ‘esultare’ davanti all’immagine di una donna (parzialmente) scoperta avevo 12 anni ed ero con un mio coetaneo che guardava ‘conturbato’ le chiappe della Hunziker nella pubblicità del perizoma Roberta. Ma all’epoca non c’erano i social a sbattere in faccia a chiunque, senza alcun filtro, natiche e seni di ogni forma e dimensione. E soprattutto (senza nulla togliere alla Giaquinta) quella era la Hunziker, aveva 20 anni e un lato b di quelli che ‘emoziona’ prepotentemente ogni uomo e deprime con altrettanto vigore ogni donna. Ecco, ‘conturbante’ non mi sembra proprio il termine adatto a descrivere la (casta) foto di una donna adulta in gonna.

IL FRAINTENDIMENTO
Deve esserci, tra l’altro, un fraintendimento di fondo. Che cosa impedisce a una vicequestore di pubblicare sul suo profilo (privato) un’immagine a gambe scoperte? Son belle, può permetterselo, ne ha voglia, lo fa. Come chiunque altra. Sta per caso infrangendo la legge? No, siamo in un Paese democratico e nessun regolamento vieta di indossare una gonna. Sta offendendo o mancando di rispetto a qualcuno? Neanche. Ci pensi Rodano e chi insieme a lui ha gridato allo scandalo. Perché andare in giro in gonna in casa propria non è un problema per nessuno. Invadere la vita degli altri osservandola dallo spioncino invece sì.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Publicato in: Attualità Argomenti: , Data: 22-09-2016 07:19 PM


Lascia un Commento

*