#FertilityDay, un flop mondiale

Il calo delle nascite non riguarda solo l'Italia. Molti altri Paesi hanno provato a spingere i cittadini a fare più figli. In Russia, ad esempio, chi concespisce il 12 settembre, l'anno dopo riceve un premio.

campagna fertilità danimarcaIn Italia le nascite sono in netto calo. Nel 2015 sono venuti al mondo 488 mila bambini: circa 15 mila in meno rispetto all’anno prima. Una scarsità che potrebbe ricadere proprio sui (pochi) nascituri, destinati, una volta cresciuti, a pagare i costi dei tanti che invecchiano. Le donne italiane hanno in media 1,35 figli a testa e partoriscono, sempre mediamente, a 31,6 anni. Cifre molto basse se confrontate con quelle degli altri Paesi europei. Questo il motivo principale che ha portato il governo a pensare al Fertility Day, programmata per il 22 settembre. Una giornata lanciata con due campagne che hanno suscitato numerose polemiche: la prima è stata tacciata di sessismo; la seconda, di razzismo.

Ma come hanno gestito la comunicazione sullo stesso tema gli altri Paesi? A volte meglio, altri peggio. Ecco alcuni esempi in Europa e nel mondo.

FRANCIA
La Francia è la più ‘pragmatica’, e gli effetti di questa concretezza si vedono: è il Paese più prolifico d’Europa con 2,1 figli per mamma. Gli aiuti economici previsti per le famiglie risvegliano e tengono viva la voglia di concepire: a bimbi e genitori è destinato il 3,5% del Pil e gli aiuti crescono con l’arrivo di nuovi figli. Se i bambini da mantenere sono due, si arriva a più di 6 mila euro. Entrambi i neogenitori, inoltre, hanno diritto a sei mesi di congedo parentale.

gran bretagna fertilitàGRAN BRETAGNA
Il Regno Unito nel 2013 ha lanciato la campagna Get Britain Fertile. Al centro del lancio, l’immagine invecchiata e con pancione della conduttrice 47enne Kateb Garraway. Un’iniziativa che non ha avuto successo, e che ricorda un po’ la clessidra utilizzata nella campagna italiana (con lo slogan: «la bellezza non ha età, la fertilità sì).

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DANIMARCA
La campagna danese è quella che ha dato i risultati più positivi. Il lancio (con doppio senso) utilizzato, Do it for Denmark, «fallo per la Danimarca» (all’estero, perché il 10% dei bambini danesi è concepito fuori dal Paese), ha infatti decisamente funzionato: 1200 nuove nascite solo a Copenhagen.

GERMANIA
L’iniziativa tedesca assomiglia a quella danese. Con lo slogan Du bist Deutschland (tu sei la Germania), si è cercato di stimolare i cittadini a contribuire alla crescita del Paese in generale. La campagna è stata tacciata di troppo ‘nazionalismo’, quindi bocciata.

POLONIA
La Polonia per contrastare il calo delle nascite ha provato a proporre aiuti economici:  circa 110 euro al mese per tutti i figli, dal secondo in poi, fino ai 18 anni.

RUSSIA
La Russia ha definito un giorno dedicato al concepimento, il 12 settembre. Data nella quale, nella regione di Ulyanovsk, si può evitare di andare a lavoro per dedicarsi al sesso. Per le coppie che hanno un figlio esattamente un anno dopo, c’è in ‘palio’ un premio, ogni volta diverso.

AUSTRALIA
In Australia la campagna per la fertilità Your Fertility spiega a tutti coloro che vogliono avere un figlio come comportarsi, attraverso calcolatori e giochi virtuali. I risultati, però, non sono ottimali: 1,8 figli per donna, contro i 2 del 2010.

COREA DEL SUD
La situazione delle nascite in Corea del Sud tende a peggiorare sempre di più (soltanto 1,19 figli per donna), nonostante le iniziative messe in atto. Come i mercoledì dell’amore: tutti a casa prima del solito, per cercare di concepire.

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Publicato in: Attualità, Top news Argomenti: , , , Data: 22-09-2016 02:26 PM


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