«Anche nella vita sono Elena Martini»

di Lara De Luna
Domiziana Giovinazzo, 16 anni, da 10 fa parte di Un Medico in famiglia. Dove è cresciuta con il suo personaggio, che, dice, le somiglia tantissimo. In comune hanno l'età, il liceo e i primi amori.

domiziana giovinazzoSedici anni, una vita per la maggior parte passata sul set e una fila interminabile di parenti più o meno acquisiti. È l’identikit di Domiziana Giovinazzo, in arte Elena Martini, una dei più giovani interpreti de Un medico in famiglia famosissima fiction di RaiUno. Non solo, Domiziana è stata anche alla Mostra del Cinema di Venezia per presentare A girl like you ( di Massimo Loi e Gianluca Mangiasciutti), cortometraggio di formazione incentrato sul rapporto e il confronto fra due amiche cresciute in realtà familiari profondamente diverse. Alba, il suo personaggio, è figlia di genitori separati: «Un’adolescente come tanti, sola, che cerca i suoi riferimenti altrove rispetto alla famiglia», spiega lei con un piglio dolce e deciso, proprio quello del personaggio di Elena che interpreta da ormai nove anni.

DOMANDA: Com’è crescere in una produzione così importante e popolare come quella di Un medico in famiglia?
RISPOSTA: Inizialmente per me era solo un gioco, non capivo cosa potesse significare. Mi facevano paura l’ambiente, le luci, la confusione. Uno degli aiuti più grandi è stato Lino Banfi, che ha sempre fatto di tutto per far sentire noi bambini a nostro agio, comportandosi con grande naturalezza. Rivedere ogni anno le stesse persone, poi, ha permesso che si creasse un rapporto vero e profondo. Siamo una grande famiglia allargata ed è emozionante ritrovarli sempre.
D: Qual è il legame più forte che ha instaurato?
R: Una delle persone più importanti per me è Nonna Enrica (Milena Vukotic, ndr), con lei c’è un rapporto speciale e se un giorno decidesse di non tornare più a recitare con noi, ne sarei addoloratissima. Eleonora (Annuccia, ndr) e Gabriele (Bobo, ndr) sono invece nel mio cuore come fossimo fratelli di sangue. Abbiamo affrontato tutto insieme e so che sarà ancora così. Senza dimenticare Riccardo (Alemanni, che interpreta il cugino Tommaso ed è il suo fidanzato nella vita reale, ndr).
D: Viviamo nell’era dello streaming, ma qual è oggi il rapporto della sua generazione con il piccolo e grande schermo?
R: Impariamo molto dalla tivù, è il nostro mezzo di confronto con il mondo. I genitori sono spesso assenti e l’unico modo di capire chi si è, spesso passa attraverso modelli virtuali. Per questo è importante portare sullo schermo belle storie, come quelle della famiglia Martini.
D: Quale che crede che sia la marcia in più delle storie che portate in tivù?
R: Sono reali. Ho parlato spesso con miei coetanei che mi hanno fatto capire come trovassero in televisione quei consigli e quel calore che non erano sempre capaci di trovare in casa. Per esempio la storia di Emiliano, un personaggio con problemi di droga, ha dato forza a moltissimi ragazzi e anche i più banali consigli di Libero e Lele ( Giulio Scarpati, ndr), sull’amore o l’amicizia, aiutano. Appare tutto come il racconto di una famiglia vera ed è per questo che è molto amato.
D: Quanto le somiglia il suo personaggio?
R: Molto. In realtà rimango costantemente affascinata da come, mentre io crescevo, siano riusciti a creare un personaggio che mi sta addosso come una seconda pelle. Siamo entrambe orgogliose, dirette, gelose e anche molto dolci. Abbiamo la stessa età, viviamo entrambe il liceo, il primo amore. Questo mi aiuta a farla essere più vera, ma mi aiuta anche a vivere meglio alcune cose che mi succedono nella vita reale.
D: A settembre è stata al Festival del Cinema di Venezia per presentare il cortometraggio A girl like you. Che esperienza è stata?
R: Unica. Non solo per il modo di lavorare, diverso da quello di una produzione televisiva, ma soprattutto perché ho lavorato con mia sorella Aurora e il nostro rapporto ne ha guadagnato. Prima litigavamo molto, come tutte le sorelle, mentre essere sullo stesso set ha creato una sintonia diversa, un legame più profondo. È il regalo più bello che mi ha fatto questo film.
D: Alba, il suo personaggio nel Corto, è figlia di genitori separati ed è lasciata sola con se stessa. Pensa sia più reale del personaggio della piccola Martini?
R: Purtroppo esistono molte più Alba che Elena. Ci sono molte più famiglie allo sbaraglio, lo vedo tra i miei coetanei, che nuclei uniti e compatti. Un Medico in famiglia racconta di una famiglia allargata, sì, ma piena di amore ed è per questo secondo me che piace tanto: è il sogno di molti ragazzi poter vivere una realtà simile.
D: È molto attiva sui social, com’è il suo rapporto con il web?
R: Oggi Facebook, Twitter e Instagram sono la strada per la notorietà, per questo è importante saperli gestire. Io ho imparato da poco, ma per me sono principalmente un modo per rimanere in contatto con i ragazzi che mi seguono, con i miei fan. Senza di loro non esisterei io, non esisterebbero fiction lunghe più di dieci anni come quella in cui lavoro. Creare un legame con chi mi segue è fondamentale per me.
D: Quali sono i prossimi progetti?
R: Ce ne sono tanti, ma per adesso molti resteranno nel cassetto. Frequento il quarto anno di ragioneria e vorrei recuperare il tempo ‘perso’ sul set e arrivare all’estate tranquilla dal punto di vista scolastico. A luglio iniziano le riprese dell’undicesima stagione di un Medico in famiglia e sarà molto impegnativo.

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , Data: 22-09-2016 01:36 PM


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