«Leotta? Gli hacker vogliono altro»

di Enrico Matzeu
Dopo le foto hot sottratte illegalmente alla giornalista di Sky Sport, LetteraDonna ha intervistato un esperto di cybersicurezza che ci ha svelato i segreti di Internet.

diletta leottaIn passato erano state le foto hot di Taylor Swift e Hillary Duff a finire in quel tritacarne che è il Web. Oggi, dopo il caso di Tiziana Cantone, è invece la conduttrice di Sky Sport Diletta Leotta a finire sotto i riflettori per alcuni scatti osé sottratti dal suo smartphone e dati in pasto alla Rete. In questi momenti di facili commenti e accuse campate all’aria parlare di hacker sembra essere la cosa più semplice. Ma Alessandro Curioni, esperto di sicurezza informatica, nonché autore del libro Come pesci nella Rete - Guida per non essere le sardine di Internet, non ne è così sicuro. «È più probabile che la giornalista abbia magari ingenuamente passato le foto a un amico. Questo a sua volta le potrebbe aver passate a un’altra persona, che poi ha deciso di renderle pubbliche. Solitamente gli hacker agiscono per delle ragioni economiche importanti, non per fare dei semplici dispetti», ha precisato a LetteraDonna.

INTERNET NON DIMENTICA NULLA Quello della criminalità informatica è un mondo davvero intricato, nel quale siamo tutti involontariamente coinvolti. «Quotidianamente, senza nemmeno rendercene conto, trasferiamo online intere fette della nostra vita, dimenticandoci che sono costantemente a rischio di furto».  Tutto questo perché «Internet non dimentica nulla, ha una memoria eterna e un dato può riemergere attraverso le migliaia di repliche che vengono fatte». Del resto però è proprio questo lo spirito con cui è nata la Rete, ovvero «come filosofia per la condivisione totale e in queste logiche non c’è il concetto di sicurezza». C’è quindi un gap fondamentale, ossia l’abuso che si è fatto di questo strumento, nato per la condivisione del sapere e di informazioni, e trasformato nella pubblica piazza, in cui «trasferiamo il peggio della vita reale».

CHI SONO GLI HACKER Questi casi legati alla diffusione di foto, spesso con intenti più pruriginosi che commerciali, sono però solo la punta di un iceberg sotto la quale c’è un mondo criminale che «vale circa 550 miliardi di dollari l’anno e che è secondo solo al narcotraffico». I veri hacker, anche se i puristi preferiscono giustamente definirli «criminali informatici, valutano sempre l’economia dello sforzo, ovvero quanto tempo impiegano in un’operazione di hackeraggio e quanto guadagno riescono a ottenere». Di base quindi ci deve essere un interesse molto forte e sicuramente qualche foto sexy non muove dei professionisti, se non per fare qualche dispetto o qualche torto ad personam.

IL DARK WEB Anche perché le foto e le informazioni più scottanti «circolano nel dark web, ovvero un mondo parallelo, paragonabile ai quartieri più malfamati di una grande città, in cui è possibile trovare di tutto. Dal materiale pedopornografico ai trafficanti di organi e droga, fino a chi assolda dei killer a pagamento». Accedervi, per altro, non è neanche così impossibile «basta scaricare un’apposita piattaforma ed entrare con un paio di click. Bisogna però essere consapevoli che si possono trovare cose forti, alle quali non si è abituati». Tra questi file che circolano nella parte più oscura della rete, c’è anche «la Bibbia 3.0, ovvero un insieme di foto pornografiche o comunque compromettenti di personaggi famosi, che qualcuno inserisce e si prende la briga di aggiornare di tanto in tanto». Chi infrange la legge sul web quindi lo fa per soldi e tra le cose più comuni ci sono «il furto e clonazione di identità e di carte di credito, che un hacker può utilizzare o rivendere, oppure ancora c’è chi cripta gli hard disk – ovviamente di aziende o istituzioni – e poi chiede in cambio denaro per restituirli».

LE GUERRE INFORMATICHE C’è un mercato dunque vastissimo non legato a un singolo Paese. «Del resto esistono le così dette cyber war, ovvero Stati che iniziano una guerra informatica, come il caso del dicembre 2015 in cui la Russia avrebbe attaccato il sistema informatico dell’Ucraina con un virus che ha spento le centrali elettriche, lasciando milioni di persone al buio». Anche gli 007 ormai si dedicano quasi totalmente allo spionaggio online «con i loro smartphone di ultima generazione, comodamente seduti in poltrona». Ed è soprattutto per sensibilizzare su questi temi, con convegni e svariate iniziative, che è stato istituito il Mese Europeo della Sicurezza Informatica, che cade ogni anno nel mese di ottobre e che anche nel 2016 darà vita a una vivace discussione sulla sicurezza della Rete

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Publicato in: Attualità Argomenti: , , , Data: 20-09-2016 06:15 PM


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