Anche Internet dimentica (?)

La morte di Tiziana Cantone riapre il dibattito sulla privacy nel mondo digitale. E torna a far parlare del diritto all'oblio, riconosciuto dalla Corte di giustizia europea.

diritto oblioIl giudice le aveva riconosciuto il diritto all’oblio: essere dimenticata e vedere sparire immagini e notizie che le avevano rovinato la vita. Ma forse era troppo tardi: Tiziana Cantone, nota per un video hard amatoriale diffuso in pubblico a sua insaputa, si è suicidata poche ore dopo che il giudice aveva stabilito che dal web dovesse sparire ogni traccia del materiale che riguardava lei e quella vicenda. E la triste vicenda rimette al centro della discussione il problema della privacy nel mondo digitale.

DIRITTO MADE IN UE
Il diritto all’oblio è stato sancito da una sentenza della Corte di Giustizia europea, e prevede che chi ne faccia richiesta possa vedere cancellati dai motori di ricerca dati sensibili che lo riguardano. In particolar modo se si tratta di notizie lesive della propria immagine o riferite a fatti ormai irrilevanti. Una possibilità che vale per tutti i cittadini europei, e a cui i colossi del web devono obbedire.

LA PRIMA STORICA SENTENZA
La nascita del diritto all’oblio, spiega Ansa, risale a una vicenda del 2009 che vedeva coinvolto un avvocato spagnolo. Quest’ultimo, navigando sul web, aveva scoperto che, nei risultati legati al suo nome, Google rimandava a un articolo di 11 anni prima dove venivano elencati i debiti che aveva contratto. Né Google né il giornale vollero rimuovere articolo e link, così l’avvocato si rivolse alla Corte. Che gli diede ragione. Sostanzialmente, la Corte stabilì che di volta in volta va verificato se la permanenza delle notizie online sono giustificate da un interesse pubblico che prevale sul diritto alla privacy. Se così non fosse, la notizia va rimossa dall’elenco dei risultati del motore di ricerca.

UNA PAGINA AD HOC
Per venire incontro alle richieste degli utenti, Google ha messo online una pagina per chi vuole richiedere la rimozione. Al luglio 2016, i link rimossi ammontavano globalmente a 580 mila. In Italia fino a quella data si sono registrate 897 istanze legali, in calo rispetto alle 956 del primo semestre.

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Publicato in: Attualità, Top news Argomenti: , Data: 14-09-2016 05:57 PM


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