«Hanno tradito il femminismo»

di Matteo Innocenti
Una 17enne è stata stuprata in discoteca, filmata dalle amiche. «Giovani donne abituate a violenza e cinismo» per la psicologa Maria Rita Parsi, che ha parlato anche di Tiziana Cantone.

maria rita parsiFilmata dalle amiche, con tanto di risate di sottofondo, mentre a 17 anni viene violentata da un ragazzo nel bagno di una discoteca, talmente ubriaca da non capire più niente. La vicenda, su cui sta indagando la magistratura, è emersa solo il 14 settembre, anche se i fatti sono antecedenti. Lo stupro e le amiche che invece di aiutarla si preoccupano di filmare la violenza, per poi diffondere il video su WhatsApp: un dramma nel dramma. La psicologa Maria Rita Parsi, raggiunta da LetteraDonna, ne vuole sottolineare un terzo: «La vittima, che è minorenne, ha potuto bere fino a svenire, o quasi, in un locale pubblico. Tutto è partito da questo, che è un fatto di una gravità estrema. Una discoteca senza nessun tipo di controllo, dove può trascinare una ragazza in bagno e consumare una violenza».

RAGAZZINE ABITUATE ALLA VIOLENZA
Lo abbiamo già scritto, ma è bene sottolinearlo: ci sono indagini in corso e per il presunto stupratore, un ragazzo di origine albanese che la vittima conosce di vista, fino a prova contraria è innocente. Comunque, la vicenda fa riflettere. «La vera atrocità è stata riprendere la violenza con il telefonino, che lo abbiano fatto delle amiche della vittima è una cosa allucinante. Credo ne parleremo a lungo», prosegue Parsi, provando poi a capire come tutto ciò sia stato possibile: «Questo grave comportamento di donne nei confronti di altre donne è lo specchio della violenza, del cinismo e dell’indifferenza del mondo di oggi. Sono giovani cresciute in una realtà dominata dalla pornografia, dallo sfruttamento del corpo della donna e dalla brutalità delle immagini: ai miei tempi, quelli del femminismo, in cui le donne rivendicavano il diritto di gestire il loro corpo, la vittima sarebbe stata aiutata. Queste ragazzine hanno tradito i valori che abbiamo tramandato con tanta fatica»,

COME NE IL SIGNORE DELLE MOSCHE
Dalla riflessione di Parsi non può che trasparire amarezza, visto che, nel 2008, la psicologa è stata tra gli esperti che hanno contribuito alla nascita della Carta di Alba, un codice di comportamento per l’utilizzo consapevole del web da parte dei minori. Interessante il paragone suggerito a LetteraDonna: «Il web è come l’isola de Il signore delle mosche di William Golding: nel libro rimangono solo dei bambini ad abitarla, che si organizzano secondo le regole dei grandi, fino a che a un certo punto scatta qualcosa e i ragazzini iniziano a farsi la guerra e a uccidersi tra loro. Poi gli adulti arrivano e riprendono il controllo della situazione. Internet è così. E, purtroppo è pieno di persone senza anima».

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Tiziana Cantone.

IL SUICIDIO DI TIZIANA CANTONE
Maria Rita Parsi affronta poi il suicidio di Tiziana Cantone, diventata suo malgrado un fenomeno virale per un video diffuso prima su WhatsApp e in seguito in tutto il web: «Ormai nel mondo virtuale c’è un uso brutale delle immagini, sono loro a farla da padrone. E non c’è controllo. Ma le persone dovrebbero capire che foto e video diventano più pericolose con Internet. È come mettere un ordigno in mano a individui che non lo sanno usare».

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , , Data: 14-09-2016 02:32 PM


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