«Vittima dell'immaturità»

di Matteo Mazzuca
Tiziana Cantone, nota per un video erotico amatoriale finito sul web, si è suicidata. Abbiamo intervistato la psicologa Claudia Sposini per comprendere cause e conseguenze del sexting.

tiziana-cantoneEra diventata un fenomeno del web, senza volerlo. Additata come una poco di buono il cui unico scopo era quello di diventare famosa e lanciarsi in una carriera di pornostar. Ma Tiziana Cantone non voleva nulla di tutto questo. Alla fine la 31enne originaria di Napoli, diventata nota perché protagonista di un video erotico amatoriale che avrebbe dovuto rimanere privato, non ha retto al sentimento di onta e vergogna che molti commentatori avevano instillato in lei. Si è suicidata martedì 13 settembre, impiccandosi con un foulard. La sua colpa, se così si può dire, era quella di essere stata forse troppo leggera nel girare quel video agli amici. Né lei, né loro hanno pensato alle conseguenze. Sul caso abbiamo intervistato la psicologa Claudia Sposini, che ci ha spiegato il suo punto di vista sul fenomeno del sexting e sui suoi esiti, spesso sottovalutati.

DOMANDA: In che cosa differisce il caso di Tiziana Cantone dagli altri casi di sexting?
RISPOSTA: Trovo preoccupante che stiamo parlando di una persona adulta, non un adolescente. Così come probabilmente erano adulti le persone che hanno poi diffuso il video privato sul web. Solitamente sono gli adolescenti a cadere nella trappola del sexting, e quindi del revenge porn.
D: Però forse in questo caso la definizione di revenge porn non è la più adatta. L’impressione è che il video sia finito sul web per scherzo.
R: È un altro aspetto dell’immaturità che traspare da questa vicenda. Ripeto, è preoccupante che dei 30enni non siano in grado di pensare alle conseguenze che la diffusione di un video simile può avere sulle vite dei suoi protagonisti.
D: Ma per quale motivo si arriva a girare e condividere un video così intimo?
R: Credo che ci sia una motivazione narcisistica di fondo. Un desiderio di autocelebrazione che passa per l’esaltazione della propria immagine erotica.
D: Non è che il sexting alla fine è diventato parte integrante della nostra vita sessuale, più che un’eccezione?
R: Può essere. Ma le conseguenze rimangono sempre quelle. E spesso gli esiti sono drammatici.
D: Come si può fare per gestire il periodo successivo alla diffusione del video?
R: Innanzitutto rivolgendosi alla polizia postale, per bloccare quanto più possibile le condivisioni.
D: E poi?
R: E poi rivolgendosi a uno psicologo. Le ricadute sulla psiche dell’individuo sono pesantissime, e altrettanto pesanti possono essere quelle su aspetti quotidiani come la vita lavorativa. Si arriva alla depressione, all’isolamento sociale. Anche al suicidio, purtroppo.
D: Non crede che Tiziana Cantone abbia pagato lo scotto di essere donna?
R: Non so se le conseguenze negative del sexting colpiscono più gli uomini o le donne. Certo, basandomi sui casi di cronaca sembra proprio che è il sesso femminile ad essere preso maggiormente di mira. Ma, così come accade per lo stalking, esisteranno sicuramente casi al contrario.
D: Non si dovrebbe, oltre che mettere in guardia dai pericoli del sexting, educare al rispetto della privacy altrui?
R: Senz’altro. In generale, sono comportamenti che derivano da una mancanza di empatia, la stessa che si riscontra tra i bulli.
D: Tiziana Cantone in breve era diventata un fenomeno virale. Quasi come se non fosse più una persona, ma un’idea, un oggetto.
R: Un’altra sfaccettatura riconducibile all’ambito del bullismo, specie quando diventa di gruppo. Il singolo trova sostegno nei like e nei commenti, mentre la vittima piano piano si trasforma in un oggetto su cui esercitare il proprio potere.
D: Come si possono evitare altri casi del genere?
R: Con la prevenzione. Andando nelle scuole, spiegando agli adolescenti i rischi che si corrono. Non è semplice, perché il digitale ha invertito i processi educativi: sono i figli a educare i genitori.

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Publicato in: Attualità Argomenti: , , , Data: 14-09-2016 02:06 PM


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