Tutta colpa degli shorts (nel cassetto)

di Giusy Gullo
A Tolone due famiglie sono state aggredite mentre facevano un giro in bici. Secondo quanto riportato da Nice-Matin, l'attacco non è avvenuto, come si pensava inizialmente, a causa dei pantaloncini. Nessuno li indossava.

aggressione donne toloneMentre facevano un giro in bici in una zona periferica di Tolone (Francia), due coppie insieme ai rispettivi figli (tra i 10 e i 14 anni) e un amico sono state vittime, domenica 4 settembre, di un’aggressione. Alcuni ragazzi musulmani si sono avvicinati insultando le donne e provocando l’intervento dei loro mariti. A quel punto, però, un’altra decina di giovani si sono avvicinati e hanno colpito a calci e pugni i due uomini, entrambi finiti in ospedale, uno con una prognosi di 30 giorni, l’altro con il naso fratturato.

ERANO IN TENUTA SPORTIVA
Diverse testate, italiane e straniere, hanno dato la notizia sottolineando che le ragazze sono state molestate verbalmente perché indossavano gli shorts. A quanto pare, però, non è vero: l’attacco sarebbe avvenuto in modo del tutto ‘gratuito’. Nice-Matin, infatti, ha riportato la testimonianza di Marie, una delle vittime: «Non indossavamo i pantaloncini. Eravamo in tenuta sportiva. Un giovane si è avvicinato e ci ha attaccato verbalmente e le cose sono velocemente degenerate visto che eravamo in famiglia, insieme ai bambini».

da 'Le Figaro'

da ‘Le Figaro’

OGNI MOMENTO È ‘BUONO’ PER STIGMATIZZARE
La notizia degli shorts ha fatto velocemente il giro del web, molti siti e quotidiani hanno raccontato i dettagli dell’aggressione, dettagli che sono stati in seguito parzialmente smentiti dai protagonisti della vicenda. Tra gli altri, Le Figaro ha ‘sfruttato’ l’occasione per ricordare ai lettori, con un articolo firmato da Céline Pina, che la colpa di questo tipo di comportamenti violenti è la diffusione dell’ideologia islamista (la quale viene da molti associata, erroneamente, alla religione islamica). Nel pezzo della giornalista, a un certo punto (qui sopra l’estratto) si legge: « È attraverso la violenza che gli islamisti vogliono imporre le loro norme. Queste provocazioni e aggressioni sono avvertimenti inviati a un modo di vivere contro cui loro si battono. [...] Sono un messaggio politico chiaro: ‘Noi occupiamo i luoghi, siamo potenti e pronti a combattere’». Un discorso che appare forzato non solo alla luce della smentita della vittima, ma anche per il modo in cui il tema viene trattato. Superficialmente, generalizzando e diffondendo un ‘pensiero’ che resta distaccato dall’analisi pratica, reale, utile, costruttiva. Si dà tutto per scontato: non si considera, in questo come in tanti altri casi, la storia degli aggressori, né tantomeno si tenta di ‘decriptare’ ciò che realmente porta certi giovani, spesso lasciati a sé stessi e marginalizzati, a compiere atti così riprovevoli.

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Publicato in: Attualità Argomenti: , Data: 09-09-2016 01:36 PM


4 risposte a “Tutta colpa degli shorts (nel cassetto)”

  1. Anna scrive:

    Non so se piangere o incazzarmi per quanto scritti da questa pseudo-femminista che termina il pezzo in chiave assolutoria con “ciò che realmente porta certi giovani, spesso lasciati a sé stessi e marginalizzati, a compiere atti così riprovevoli.”
    Siamo sempre a dire che nella violenza contro le donne non si possono cercare scusanti o giustificazioni, neanche di tipo psicologico, nelle reazioni degli uomini, e quanto un fatto criminale è attuato da una banda di ragazzi, ma soprattutto musulmani dovremmo leggere pezzi che tentano di destrutturare i fatti per capire i motivi di emarginazione che hanno spinto i poverini in una sperale di violenza che non riescono più a fermare.

    • giusy scrive:

      Cara Anna, tralascio il suo definirmi una ‘pseudo-femminista’ perché evidentemente il femminismo o pseudo-tale non ha nulla a che fare con l’articolo che ha letto. Si parla di un atto ‘riprovevole’, come lei giustamente (citandomi) sottolinea: un atto quindi non giustificato (da me) né giustificabile. Credo soltanto (ma la mia non è né si pone come verità assoluta), che attribuire certi comportamenti alla ‘ideologia islamista’ (senza un’analisi approfondita del contesto), oltre a non essere affidabile sul piano prettamente informativo, non fa che accrescere la paura, fomentando la rabbia e le divisioni. Quindi la violenza. Detto questo, lei è libera di pensarla diversamente: non siamo qui a convincere nessuno. Grazie per il commento.

  2. andrea scrive:

    Visto che giustamente volete essere precisi, potreste specificare i “ragazzi” aggressori di dove sono? Sono Svizzeri, Vietnamiti, di Campobasso? Perché nell’articolo non si dice!

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