«Ho ancora l'Estate Addosso»

di Laura Frigerio
«È una stagione nostalgica, dalla quale non riusciamo a sganciarci». Gabriele Muccino racconta a LetteraDonna la sua ultima pellicola presentata a Venezia 73 nelle sale dal 14 settembre.

Italy Venice Film Festival 2016«L’Estate Addosso è uno stato dell’anima». È un Gabriele Muccino quasi malinconico quello che noi di LetteraDonna abbiamo incontrato a Venezia 73 dopo la carrellata di eventi, red carpet ed affini per la presentazione del suo ultimo film L’Estate Addosso.
«Sono tante le estati che mi hanno segnato, accompagnando diversi momenti della mia vita, in cui tutto è stato ricollocato in maniera inaspettata. È una stagione da cui non riusciamo a sganciarci, tanto che cerchiamo in tutti i modi di replicare la sensazione di nostalgia ed eccezionalità», ci ha detto il regista parlando del film nelle sale italiane dal 14 settembre.

QUATTRO RAGAZZI A SAN FRANCISCO
Al centro della pellicola la storia di Marco (Brando Pacitto), 18enne appena diplomato al liceo angosciato dall’incertezza del futuro. La sua estate della maturità lo porterà, dopo un risarcimento ricevuto in seguito a un incidente in scooter, a poter trascorrere 20 giorni a San Francisco. Viaggerà insieme a Maria (Matilda Lutz), una ragazza della sua stessa scuola che considera conservatrice e pedante. Ad attenderli ci sono Matt (Taylor Fray) e Paul (Joseph Haro), una coppia gay. Con loro nascerà un’amicizia inizialmente minata dai pregiudizi.

Gabriele Muccino con il cast de L'Estate Addosso a Venezia 73: Joseph Haro, Brando Pacitto, Matilda Lutz e Taylor Frey.

Gabriele Muccino con il cast de L’Estate Addosso a Venezia 73: Joseph Haro, Brando Pacitto, Matilda Lutz e Taylor Frey.

DOMANDA: A Venezia L’Estate Addosso ha ricevuto il Premio Soundtrack Stars Award 2016 per la colonna sonora curata da Jovanotti. Perché dopo Baciami Ancora ha scelto di nuovo lui?
RISPOSTA: Per me la musica è un ingrediente fondamentale, perché amplifica l’impatto emotivo delle immagini. Questa è la prima volta che lui firma una colonna sonora ed è anche la prima volta che io lavoro con un musicista che è autore sia delle canzoni edite che inedite di un mio film. Lorenzo è entrato pienamente in sintonia con il mood della mia storia e sono felicissimo del risultato.
D: Quanto è importante per lei il giudizio del pubblico?
R: Ormai so riconoscere quando un film corrisponde al suo pubblico e qui alla Mostra del Cinema di Venezia quest’anno mi sono trovato a vedere una mia opera insieme a una audience più ampia, cosa che non avevo mai fatto. Inutile dire che è stata una vera emozione sentire in sala le reazioni positive e gli applausi fragorosi a fine proiezione. Tutto questo è rivelatorio di quello che lascia addosso il film, capisci quanto lo spettatore abbia viaggiato insieme ai protagonisti.
D: Invece con la critica che rapporto ha?
R: Si può fare finta di fregarsene, ma a volte non si può fare a meno di leggere anche i giudizi negativi. Questi ultimi mi infastidiscono se sono superficiali, mentre se sono scritti bene mi aiutano a migliorare.
D: Quanto c’è della società americana in questa pellicola?
R: Tanto. È un film che avevo in mente da parecchio tempo: ho provato a scriverlo una decina di anni fa, ma non avevo trovato la giusta chiave narrativa. Poi però, vivendo negli Stati Uniti e conoscendo nuove persone e soprattutto nuove realtà, il progetto ha preso forma. Ci sono state città, come per esempio New Orleans, che hanno generato in me delle vere ispirazioni creative.
D: Meglio l’Italia o l’America?
R: È un discorso lungo e complesso, che non si può certo esaurire in due parole. Diciamo che vivendo lì ci sono state cose che ho apprezzato molto e altre meno: tra le prime la capacità degli americani di trovare sempre la forza per rialzarsi e ricominciare da zero quando accade qualcosa di negativo. Sono combattivi: questo l’ho notato anche quando gli Stati Uniti sono stati colpiti dalla crisi economica. Ora lì è solo un lontano ricordo, mentre da noi lo spettro è ancora ben presente. Sarà che sbagliamo atteggiamento e che troppo spesso aspettiamo che qualcuno arrivi ad aiutarci.
D: Che legame ha con i suoi film? C’è un titolo che ama più di un altro?
R: Ho sempre un rapporto di totale vicinanza emotiva, poi però quando escono li lascio andare per la loro strada e spesso non li rivedo. La pellicola che amo di più è sempre l’ultima, quella che sto portando al mondo, in questo caso L’Estate Addosso. Spero che il pubblico lo capisca e la abbracci.

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , , , Data: 05-09-2016 03:00 PM


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