La donna che ha multato Apple

La Ue stanga la Apple con una multa da 13 miliardi di euro. Un provvedimento che porta la firma di Margrethe Vestager, inflessibile commissaria europea alla concorrenza. Scopriamola.

Margrethe Vestager Prima salta il Ttip, poi la Ue affibbia una stangata di 13 miliardi alla Apple: una maxi-multa per rimediare alle tasse non pagate a cavallo tra il 2013 e il 2014, approfittando del regime fiscale in vigore in Irlanda. Gli Usa replicano (o minacciano, fate un po’ voi) che questo provvedimento mette a rischio «lo spirito della partnership economica tra Usa e Ue». Tim Cook, invece, amministratore delegato dell’azienda, cerca di buttarla sul sentimentale tirando in ballo il futuro a rischio dei lavoratori. Peccato per loro che dall’altra parte c’è una donna tosta e determinata come pochi: la danese Margrethe Vestager, commissaria Ue che ha dato il via libera alla multa.

CRESCIUTA PER PRIMEGGIARE
Se, come sembra, Apple ha effettivamente versato solo lo 0,5% di tasse sui profitti, non è difficile mettersi dalla parte di Margrethe e tifare per lei. Nata nel 1968 nel piccolo paesino di Olgod, a 21 anni era già entrata nella direzione del suo partito, il Radikale Venstre, e a meno di 30 era già Ministro dell’Istruzione e degli Affari Ecclesiastici: una scalata al potere sorretta anche dalla rigida educazione impartitale dai genitori.

AZIENDE NEL MIRINO
E la scalata è continuata: al 2011 risale la nomina come Ministro dell’Economia e dell’Interno. Il 2014 assume il ruolo che ancora oggi la vede in carica come Commissaria europea alla concorrenza. La nomina arriva direttamente da Jean-Claude Juncker, e il Parlamento la approva all’unanimità. Non appena insediatasi, le grandi società hanno cominciato a tremare: Verstager si è messa a caccia di aiuti di stato e violazioni al regolamento antitrust. Mettendo nel mirino Starbucks, Fiat, Android, Amazon, Gazprom. E Apple, ovviamente.

AFFERMARSI COMBATTENDO
Se vi dà l’impressione di essere inflessibile quanto implacabile, avete ragione: se n’è accorta anche l’industria televisiva danese, che dalla sua figura si è fatta ispirare per la serie televisiva Borgen, una sorta di House of Cards in salsa nordica. Della sua severità e devozione alla causa sanno qualcosa anche i suoi collaboratori, sottoposti a ritmi di lavoro altissimi. Per ottenere un unico scopo, dice Margrethe: «Proteggere i consumatori». E, perché no, continuare la scalata al potere.

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: Data: 30-08-2016 06:04 PM


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