«Non nascondete la realtà della morte ai vostri figli»

Le linee guida diramate dal Telefono Azzurro per aiutare i piccoli scampati al terremoto a elaborare il lutto. «Bisogna aiutare i più piccoli a raccontare le proprie emozioni».

bambini terremotoC’è chi, tra loro, non parla più. Chi ha lo sguardo perso nel vuoto o trasale a ogni più piccolo rumore. In quella maledetta notte del 24 agosto hanno perso la casa e i giochi. I più sfortunati, purtroppo, anche genitori, fratelli, amici e parenti. Sono i figli del terremoto, quei bambini sopravvissuti al sisma che ha devastato la splendida città di Amatrice e altri borghi dell’Italia centrale. Loro sono le vittime colpite più duramente. Nel fisico come nello spirito. Ecco perché il Telefono Azzurro ha preparato una lista di consigli per i genitori.

PRONTO INTERVENTO
Arrivata ad Amatrice il giorno stesso la prima violenta scossa che ha distrutto il paese, l’associazione ha subito attivato una postazione dove bambini e adolescenti sono accolti da psicologi e volontari specializzati. Qui, i giovani terremotati, potranno confidarsi e ricevere il supporto psicologico necessario per affrontare un trauma sconvolgente come quello che hanno vissuto. «Gli adulti cercano sempre di nascondere la realtà della morte ai bambini», fanno sapere dal Telefono Azzurro. Nulla di più sbagliato. «I più piccoli hanno bisogno degli adulti per elaborare un lutto. Solo con loro, infatti, possono parlare della morte», affermano dall’associazione.

I CONSIGLI
Telefono Azzurra allora consiglia che i bambini possano parlare liberamente della persona scomparsa tutte le volte che ne sentono il bisogno. È utile che ricordino, insieme a un adulto, i momenti belli vissuti con la persona ormai scomparsa. Per quanto doloroso possa essere, questo è il primo essenziale passo verso l’elaborazione della propria perdita. «Bisogna aiutare i più piccoli a raccontare le proprie emozioni, se non con le parole attraverso immagini o storie», hanno spiegato gli psicologi presenti ad Amatrice e nelle altre località colpite dal sisma. Errore madornale, invece, sarebbe quello di mentire ai bambini sulla reale natura dei fatti. Sarebbe inoltre utile, soprattutto per gli adolescenti, che questi esprimano il loro desiderio se partecipare o meno al funerale del proprio caro scomparso.

NON ESISTE UN MODO GIUSTO
Attenzione però: non esiste un modo giusto o sbagliato per affrontare una perdita. Il consiglio è quello di rispettare le emozioni del bambino e rassicurare i più giovani sulla normalità di «sentimenti quali tristezza, senso di colpa, paura di morire o di perdere altri membri della famiglia, rabbia e rifiuto».

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Publicato in: Attualità Argomenti: , , Data: 29-08-2016 06:16 PM


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