Sesso e giovani? Chiesa anacronistica

di Caterina Belloni
Masturbazione come insoddisfazione, castità come modello: Marco Rossi critica il nuovo documento del Consiglio Pastorale per la famiglia sull’educazione sessuale. Ecco perché.

rossiUna buona partenza, poi un ritorno al passato, che poco ha a che fare con il mondo contemporaneo. Secondo Marco Rossi, psichiatria e sessuologo, noto anche per i suoi interventi televisivi e radiofonici, il nuovo documento del Consiglio Pastorale per la famiglia sull’educazione sessuale può essere definito così. Presentato durante l’ultima Giornata mondiale della Gioventù e fondato sulla lettera di Papa Francesco Amoris Laetitia, il progetto, che si intitola Il luogo dell’incontro, punta a mettere a fuoco un programma di educazione per adolescenti e giovani. Una specie di manuale pensato dal Vaticano per spiegare ai ragazzi come affrontare il passaggio all’età adulta, l’amore, la scoperta del sesso. «A mio parere il documento parte con delle ottime premesse, poi però finisce con indicazioni che mi fanno venire la pelle d’oca» spiega Rossi a LetteraDonna. «Anche se c’è una cosa che condivido profondamente e riguarda il fatto che i madri e padri devono essere i primi educatori della sessualità. Io lo sostengo da sempre, tanto che ho tenuto corsi per i genitori. Troppo spesso si pensa che tocchi alla scuola educare, ma in questo senso il compito spetta a loro per primi».

ANALFABETISMO DEI SENTIMENTI
L’altra premessa contenuta nel documento, che convince il sessuologo, riguarda il fatto che i giovani di oggi sono analfabeti dei sentimenti. «Dipende dal fatto che vivono nel mondo social, dove il sentimento è davvero l’ultima cosa e il sesso viene ridotto a un aspetto pratico. Condivido la definizione di analfabetismo». Mi piace moltissimo anche la differenza che viene fatta tra educazione sessuale ed educazione sentimentale ed emotiva. L’aspetto sessuale riguarda corpo e genitalità, il sentimento è invece ben diverso» sottolinea.

L’ASPETTO CORPOREO CONDANNATO
I problemi, però, secondo il sessuologo, cominciano proprio con questa differenza. «Il presupposto è ottimo, solo che poi il documento finisce per condannare completamente l’aspetto corporeo della sessualità e questo davvero non funziona. Il sesso viene considerato solo per l’elemento estremizzato della procreazione, mentre la sessualità dovrebbe avere un concetto più ampio, legato alla relazione», sottolinea. La presa di posizione del Vaticano appare a Rossi come un ritorno al passato che non può certo essere adatto alle esigenze dei ragazzi di oggi.

IL PIACERE SOLITARIO DEVE ESSERE RIFUGGITO
«Nel modulo 4 del documento si parla di peccato e si cita la masturbazione come se fosse un male» dice Rossi. «Io ho un grande rispetto per la religione cattolica e le sue posizioni, ma non posso condividere le loro indicazioni quando scrivono che la masturbazione è un momento di isolamento e sostengono che porta a dolore, vuoto, solitudine e insoddisfazione. Nel 2016 sappiamo che la masturbazione è utile per conoscere se stessi e il proprio piacere e per portare poi ciò che si è scoperto nella coppia, migliorandone la sessualità».

IL NODO DELLA CASTITÀ
L’altro elemento che l’esperto non condivide è il riferimento alla castità. «Nel momento in cui la Chiesa sostiene che l’unico elemento che conta è la castità, mi viene da pensare che ovviamente i giovani non ascolteranno e seguiranno altri modelli, diversi. Questa posizione è diametralmente opposta a quella del mondo contemporaneo. Capisco che ci siano delle esigenze morali da promuovere, ma forse converebbe aiutare i ragazzi a indirizzare meglio le loro scelte anziché imporre divieti impossibili». In questo senso, nel documento vengono contestati i rapporti prematrimoniali. «Mi sembra che si finisca per veicolare antichi concetti con parole nuove, ma alla fine il modello attuale è radicalmente diverso e quindi credo che sia impossibile chiedere una cosa del genere ai giovani, nel 2016».

IL DIVIETO DI ‘RIMORCHIARE’
Anche sulle modalità di relazione tra i giovani ci sono elementi che non convincono il sessuologo pavese. «Il documento dice che ‘rimorchiare, avere una relazione e andare a letto con qualcuno’ è sbagliato, ma io credo che si tratta di cose legittime e non brutte. Per i ragazzi di oggi questi sono i modi per incontrarsi. Io ho 50 anni e quando ero giovane per la mia generazione un bacio e una carezza erano il modo per conoscersi. Adesso invece, capita che i ragazzi si conoscano e poi abbiano rapporti completi o solo orali. Forse sarebbe meglio fare un gradino alla volta, ma certo incontrarsi e agganciare una ragazza è il modo che ora esiste per creare dei legami. A meno che non si voglia ritornare al modello antico dei matrimoni per procura!».

IL PUDORE DA RISCOPRIRE
L’unica concessione dell’esperto riguarda l’idea del pudore. Il documento del Vaticano sottolinea che è un valore da ricercare e il sessuologo concorda in qualche modo con questa idea. «In effetti non si deve mostrare tutto o ostentare il corpo, se si vuole evitare la sua mercificazione. Ma occorre fare attenzione anche in questo senso. Perché nascondere tutto sarebbe ugualmente sbagliato. Serve un equilibrio, che porti all’autentico rispetto del corpo e di se stessi».

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , , Data: 29-08-2016 02:04 PM


Una risposta a “Sesso e giovani? Chiesa anacronistica”

  1. Stefano Schiavon scrive:

    Prima di criticare il pensiero della Chiesa, i laici, specie quelli di sinistra, dovrebbero fare qualche riflessione di natura antropologica e sociale. I risultati della morale laica sono sotto gli occhi di tutti: calo della natalità, aumento dei consumo di ansiolitici (in particolare delle donne), individualismo e solitudine. L’aspetto corporeo negato? E allora l’idea secondo cui l’appartenere ad un certo “genere” è un fatto culturale e non biologico dove la mettiamo?

    Il non-pensiero unico di tipo egualitario arriva anche a negare la libertà, pur di affermare i suoi dogmi, ed è ovviamente intollerante e antidemocratico.

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