Maternità e show: una vecchia storia

di Enrico Matzeu
Abbiamo chiesto a Lia Celi di commentare il prossimo progetto di Valeria Marini: un reality per trovare il padre del suo futuro figlio. E ci ha spiegato come, alla fine, si tratti di un ritorno al passato.

mariniLa spettacolarizzazione del privato è ormai la colonna portante dei palinsesti televisivi. L’ha capito anche Valeria Marini, che in un’intervista concessa al settimanale Oggi ha rivelato di volere un figlio selezionando il padre con un docu-reality: XFather. Il progetto, in fase di sviluppo, permetterebbe alla showgirl di trovare, seguendo le direttive del gruppo di ricerca Gunther diretto da Maurizio Mian, l’uomo perfetto con cui avere un pargoletto. I più cinici potrebbero liquidarla come l’ennesima trovata che Marini ha escogitato per far parlare di sé. Solo che, stavolta, è andata a toccare un tema particolarmente sensibile.

DOV’È IL LIMITE?
Ci si interroga sulla liceità del fare spettacolo di un momento tradizionalmente così privato. E ci si chiede soprattutto quali siano, a questo punto, i limiti dello show-biz. Sul piccolo schermo i confini della vita privata sono stati cancellati ormai da tempo: prima con i reality show e poi con i dating show, dove si cerca l’amore davanti alle telecamere. Il format della Marini si spinge ben oltre, al punto da cercare la conferma scientifica del partner giusto, in modo che rispetti determinati canoni. Forse stavolta il limite è stato superato davvero: speriamo sia solo una delle geniali trovate a cui la soubrette ci ha più volte abituati. Del resto, come ha detto a LetteraDonna la giornalista e scrittrice Lia Celi: «Le va dato merito di aver individuato una delle poche caselle rimaste ancora vuote tra tutti i reality possibili e inimmaginabili».

La giornalista e scrittrice Lia Celi.

La giornalista e scrittrice Lia Celi.

DOMANDA: Che cosa pensa di questa idea?
RISPOSTA: Intanto che ha trovato un format nuovo per una tivù in cui c’è già tutto, e in questo c’è già del genio. È una donna che, non avendo un talento in particolare, ha sicuramente del fiuto, e lo spettacolo è lei stessa. È capace di mettersi in scena a seconda dell’età e dell’esigenza, e di riuscire così ad attirare l’attenzione.
D: Non ci sono controindicazioni secondo lei?
R: Direi di no. Se dovesse uscirne davvero un bambino, mi preoccuperei forse se un giorno dovesse chiedere come si sono conosciuti mamma e papà. Invece dell’album dei ricordi, ci sono le puntate di un vecchio reality. Il problema quindi non sarà adesso, ma dopo.
D: Quindi è una scelta giusta?
R: Dalla Marini non mi aspetterei certo una scelta consueta, come potremmo fare noi comune mortali. È una donna più grande dal vero, tutto è sopra le righe, anche piacevolmente. Non mi dispiace.
D: Non si rischia di spettacolarizzare la maternità?
R: A dirla tutta io preferisco questo tipo di idea a programmi come Reparto maternità, che mi fanno paura perché, avendo io stessa partorito, credo che quello sia veramente un momento intimo e privato. C’è un lato emozionante, sicuramente, costruito però sulla pelle dei bambini, che ne sono coinvolti loro malgrado. Nel caso della Marini, sarebbero tutti adulti consenzienti. Del resto, per noi la maternità è sacralmente uno spettacolo.
D: In che senso?
R: Non ci facciamo caso, ma noi a Natale ogni anno mettiamo in scena una maternità, sacra, ma sempre spettacolarizzata in quanto c’è una madre con un bambino in braccio. Recentemente sono stata in alcune chiese dell’Italia Centrale e, vedendo molte statue di Madonne venerate nelle feste patronali, ho riflettuto che se fossi un alieno sceso sulla Terra, penserei che siamo in un Paese in cui maternità e infanzia rappresentano il potere. Cosa che però, nella quotidianità, non è reale.
D: Cosa pensa però dell’idea di potersi scegliere il padre a piacere?
R: Non ce ne rendiamo conto ma nelle aristocrazie contemporanee, come quella dello spettacolo – le star sono oggi i nuovi blasonati – la scelta di riprodursi avviene secondo un calcolo genetico, come in passato. I reali di una volta in fondo facevano delle specie di reality, in cui prendevano in considerazione dati zootecnici, come salute e statura, per decidere il partner con cui avere una prole. È un ritorno all’antico, ma il calcolo nel matrimonio ha fatto parte della storia umana fino al secolo scorso. Lo sposalizio d’amore come lo conosciamo oggi è stato inventato nel Romanticismo, quindi è arrivato dopo.
D: Quello della Marini sarebbe anche un programma alla Uomini e Donne, come ormai se ne vedono tanti.
R: Quale persona per scegliere il partner di mia figlia sarebbe più affidabile di Maria De Filippi? Chiederei sicuramente il suo intervento.
D: Non bastano le applicazioni per incontri come Tinder?
R: Queste app in Italia non hanno attecchito molto, perché c’è una specie di pudore, il sentirsi uno sfigato nel ricorrere a quei mezzi per copulare. Se lo fai in tivù hai l’alibi dello spettacolo, del diventare famoso. Poi ti metti in piazza davanti a testimoni, mentre con le app la trattativa è tra due smartphone. In questo modo si sdrammatizza un po’ l’incognita, che fa paura.
D: Non si rischia una deriva dei sentimenti?
R: I sentimenti sono alla deriva da sempre, ed è data dalle enormi trasformazioni sociali. La vita sentimentale si basava su un modello patriarcale, con dei ruoli ancora ben definiti da millenni che stanno andando allo sbaraglio.
D: In che modo?
R: In una società in cui le donne sono autonome e possono decidere della propria vita, le classiche distinzioni non hanno più ragion d’essere, perché i miti romantici nascono su donne legate agli uomini. Dobbiamo metterci in pace con i fantasmi del passato, che sono modelli ormai superati.
D: E quali sono le conseguenze?
R: Questo stridore provoca una deriva, un’incertezza generale e la nascita di storie sbagliate. È un rischio che però si affronta volentieri, anche in modo appassionante. Del resto, è crollato un modello che ha retto per millenni. Anche l’essere single oggi non è più demonizzato. Da un punto di vista sociale e storico è una rivoluzione.

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , , , Data: 26-08-2016 07:29 PM


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