Una scala di bufale

Sul web circola la notizia che il governo non ha intenzione di pagare i danni del terremoto sul Centro Italia. Secondo i complottisti sarebbe tutta colpa di una legge voluta da Monti. Peccato si tratti di una frottola. Ecco perché.

Terremoto-Amatrice«Mi sono accorto di una cosa. Quando all’estero riportano la notizia del terremoto che ha colpito il Centro Italia tutti gli organi di stampa parlano di una magnitudo di 6.2. Nel nostro Paese, invece, tutti scrivono che la magnitudo è stata non superiore al 6.0. A pensar male si fa peccato, è vero, ma sono andato a guardare anche la legge voluta da Monti per il sisma dell’Emilia. Se un terremoto non supera il 6.1 i danni non saranno pagati dallo stato. A voi le conclusioni!». Questo è solo uno dei centinaia dei deliranti post apparsi sui social network a pochi giorni dalla forte scossa che ha devastato paesi come Amatrice e Accumoli causando quasi 300 morti. Una vera e propria bufala che serpeggia in rete facendo proseliti. Secondo i complottisti, quindi, il governo sarebbe riuscito a convincere i sismologi a modificare il dato per non sborsare neanche un euro.

DURA LEX SED LEX
Ma proviamo a fare chiarezza. La bufala farebbe riferimento al decreto legge numero 59 del 15 maggio 2012 con cui il governo Monti riorganizzava la Protezione Civile. Nell’articolo 2 del decreto, in effetti, si legge che «al fine di consentire l’avvio di un regime assicurativo per la copertura dei rischi derivanti da calamità naturali» viene escluso «l’intervento statale, anche parziale, per i danni subiti da fabbricati». Forse non tutti sanno però che il temuto articolo 2 è stato soppresso con la legge numero 100 del 12 luglio 2012.

ERRORI A RIPETIZIONE
Non è tutto qua. La bufala nasconde un’altra inesattezza. Secondo quanto si legge sui social il risarcimento dei danni dipenderebbe unicamento dalla magnitudo. Peccato che il pagamento dei danni si calcoli solo sulla base dell’intensità dei terremoti. Intensità e magnitudo, infatti, sono due cose completamente diverse. La prima viene calcolata sulla base della scala Mercalli, la seconda sulla base della scala Richter. Sono due dati diversi e non sono in relazione l’uno con l’altro.

MAGNITUDO 6.2
A questo punto sorge spontanea una domanda. Come mai all’estero si parla di scosse pari a 6.2 o 6.1? La risposta va ricercata nei criteri di calcolo della magnitudo che, a seconda della stazione e degli strumenti che viene rilevata può cambiare di pochi gradi.

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Publicato in: Attualità, persone, Top news Argomenti: Data: 26-08-2016 02:13 PM


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