Era uno dei borghi più belli d'Italia

Amatrice, devastata dal terremoto, è entrata nel 'club' appena un anno fa. Merito del suo centro storico, ricco di luoghi di culto. Senza dimenticare il patrimonio gastronomico.
La torre civica affacciata su Corso Umberto I.

La torre civica affacciata su Corso Umberto I.

Tra i centri più colpiti dal violento terremoto che ha colpito il Centro Italia c’è Amatrice, a dieci km dall’epicentro. «È un dramma. Metà paese non c’è più», ha detto il sindaco, praticamente in lacrime. Ovviamente, in queste ore il pensiero non va solo alle macerie, ma soprattutto alle persone che sotto di esse sono ancora intrappolate e a coloro che, invece, vi hanno trovato la morte. LetteraDonna vuole però fare un passo indietro, e ricordare cos’era Amatrice prima di questa notte maledetta: semplicemente, uno dei borghi più belli d’Italia.

Il centro storico di Amatrice in una foto aerea.

Il centro storico di Amatrice in una foto aerea.

STORIA, ARTE E NATURA
Amatrice, in provincia di Rieti e a quasi mille metri sul livello del mare, era entrata a far parte del club ‘I borghi più belli d’Italia‘ nel luglio del 2015, quindi poco più di un anno fa. Un riconoscimento dovuto alla bellezza del suo centro storico, di dimensioni contenute, ma anche al magnifico ambiente naturale che lo circonda, nel versante laziale del Parco Nazionale del Gran Sasso Monti della Laga. In attesa di avere maggiori notizie sui danni del terremoto, che ha distrutto molti edifici affacciati sulla via principale, Corso Umberto I, è giusto sottolineare che Amatrice ha nel suo patrimonio storico architettonico monumenti romani, barocchi e rinascimentali.

La chiesa di Sant'Agostino.

La chiesa di Sant’Agostino.

LE TORRI E I SANTUARI
Tra gli edifici simbolo della città ci sono la torre civica, risalente al XIII secolo, e la chiesa di Sant’Agostino caratterizzata da un bellissimo portale tardo gotico e con una severa torre campanaria. Degne di nota anche la basilica di San Francesco, con il suo portale gotico di marmo e gli affreschi del XV secolo nell’abside, e l’ex chiesa di Sant’Emidio, che oggi ospita il museo ‘Cola Filotesio‘, dedicato al pittore allievo di Raffaello, nato proprio di Amatrice. Anticamente la cittadina era delimitata da una cinta muraria dalla cui si aprivano sei porte, che la mettevano in collegamento con i paesi circostanti e altri luoghi di culto poco lontani. Tre, che si trovano nelle frazioni, sono di particolare interesse: i santuari della Madonna di Filetta e dell’Icona Passatora, oltre alla chiesa di Sant’Antonio Abate.

amatricianaGLI SPAGHETTI ALL’AMATRICIANA
Non si può parlare di Amatrice senza citare poi il sugo all’amatriciana, nato proprio qui. O comunque nei dintorni, visto che la versione originale, quella senza la salsa di pomodoro, è nota come gricia ed era un piatto consumato principalmente dai pastori che andavano per pascoli con strutto, pasta secca, guanciale, pepe e pecorino. Tra l’altro, Amatrice è stata devastata dal terremoto proprio in uno dei momenti clou della stagione: nel weekend, infatti, era in programma la Sagra degli spaghetti all’Amatriciana, un appuntamento di grande richiamo giunto alla 50esima edizione. E per questo, purtroppo, in zona stavano alloggiando diversi turisti, coinvolti nel disastro.

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Publicato in: Attualità Argomenti: Data: 24-08-2016 01:00 PM


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