Tutte le donne di Rodolfo

di Enrico Matzeu
Il mito di Valentino a novant'anni dalla sua scomparsa. L'attore italoamericano, che ha incantato il mondo con la sua bellezza, visto attraverso le figure femminili che ne hanno favorito l'ascesa.

rodolfo valentinoErano le 12.10 del 23 agosto 1926, quando Rodolfo Valentino moriva a soli 31 anni al Polyclinical Hospital di New York. Di lì a poco scoppiò l’isteria collettiva. Addirittura una trentina di suicidi a sancire il successo e la fama senza precedenti di quello che da sempre è stato considerato il primo vero sex symbol mondiale, icona del cinema muto e latin lover per eccellenza. A novant’anni dalla sua morte rimangono immortali i suoi film e la sua storia. Quella di un giovane italiano, mai profeta in patria, ma diventato celebre Oltreoceano, anche grazie alla sua bellezza, considerata all’epoca straordinaria.

DALL’ITALIA A HOLLYWOOD
Il suo mito parte dalla Puglia, per la precisione Castellaneta, in provincia di Taranto. È qui che nacque Rodolfo Valentino, da un padre veterinario e da una madre francese, dama di compagnia di una marchesa. Se non fosse stato scartato per problemi fisici e di vista, Rodolfo avrebbe intrapreso molto probabilmente la carriera nella Marina militare, invece si diplomò in agraria a Genova, ma, anziché dedicarsi a innesti e potature, cercò il successo all’estero. Prima a Parigi, dove però fece la fame, poi negli Stati Uniti. A New York Valentino si avvicinò ai night club come ballerino. Stretto nel suo tight, già di una bellezza sconvolgente, si accompagnava alle donne che pagavano pur di poter danzare con lui. È Hollywood però la città della sua consacrazione. Il suo primo film fu I quattro Cavalieri dell’apocalisse, dove esercitò il suo magnetismo inimitabile. Seguirono pellicole di successo come Lo Sceicco, Sangue e arena e quel Figlio dello sceicco che, uscito postumo, fu una delle pellicole più viste in assoluto nel cinema americano.

La sceneggiatrice June Mathis, che volle Rodolfo Valentino del film I quattro Cavalieri dell'apocalisse.

La sceneggiatrice June Mathis, che volle Rodolfo Valentino del film I quattro Cavalieri dell’apocalisse.

LE DONNE CHE LO LANCIARONO
Sono però le donne le vere protagoniste della vita di Rodolfo Valentino. Non solo per i flirt e le storie d’amore che ha avuto, ma anche per le numerose figure femminili che si sono avvicendate nella sua vita. A far capitolare Valentino sono state inizialmente le ballerine Bonnie Glass e Joan Sawyer. Un rapporto sentimentale ma anche lavorativo. Soprattutto con Bonnie che, grazie alla sua fama, lo aiutò nel lavoro. Si dice addirittura che lo ingaggiò come taxi dancer – ovvero ballerino a pagamento – per 50 dollari alla settimana. Anche i suoi primi passi nel cinema, li mosse grazie a una donna: la sceneggiatrice June Mathis. Considerata una delle donne più potenti del cinema statunitense, all’epoca del suo incontro con Rodolfo Valentino stava lavorando alla sceneggiatura dei Quattro Cavalieri dell’apocalisse. Fu proprio lei che propose per la parte di Julio, il protagonista della pellicola, quell’italiano dal fascino straordinario ma completamente sconosciuto alla masse. Grazie alla Mathis dunque si impose il mito dell’amante latino, da subito venerato da milioni di donne, e i suoi passi di tango nel film rimasero leggendari.

SPOSATO DUE VOLTE
Nella sua breve vita Rodolfo Valentino ebbe anche il tempo di sposarsi due volte. Lo fece con due donne molto diverse tra loro ma che in un qualche modo gli diedero la spinta necessaria nel suo lavoro. Era il 1918 quando, poco tempo dopo la morte della madre, Rodolfo conobbe l’attrice Jean Acker. Nel 1919 i due erano già sposati. La felicità però era destinata a durare poco. La coppia, infatti, si separò legalmente solo due mesi dopo aver pronunciato il loro «Sì». Poco tempo dopo, sul set della Signora delle Camelie, conobbe Natacha Rambova, una scenografa e designer molto popolare, che portò all’altare a meno di un anno dalla separazione dalla prima moglie. Lo sposalizio ravvicinato non fu ben visto dalle autorità che condannarono l’attore per bigamia, come previsto da una legge californiana dell’epoca.

L'attore Rodolfo Valentino con la seconda moglie Natacha Rambova.

L’attore Rodolfo Valentino con la seconda moglie Natacha Rambova.

LA MOGLIE MANAGER
È stata Rambova la donna più importante per le sorti della sua carriera, perché oltre a curargli l’immagine, gli fece da manager, pretendendo che al marito fossero assegnati solo ruoli principali. Fu proprio per questo che, in conflitto con la Paramount, che Valentino lasciò gli schermi per oltre un anno, dedicandosi alla sua prima passione: la danza. Cominciò così a girare i club ballando assieme alla moglie. Una scelta coraggiosa ma fortunata dato che riuscì a sopravvivere grazie a qugli spettacoli seguitissimi e sempre sold out. La sua notorietà cresceva sempre di più e finalmente riuscì a tornare sul grande schermo come assoluto protagonista della scena cinematografica mondiale. Se il lavoro li tenne sempre molto – a volte troppo – uniti, fu sempre il lavoro a separarli. Quando il bel Rodolfo firmò il contratto con la United Artists, la casa impedì alla moglie di mettere il becco nei lavori dell’attore. Di lì a poco il divorzio, anche se la scenografa visse ancora per molti anni nel mito dell’ex marito, raccontando aneddoti e storie a lui legati.

L'attrice americana Alla Nazimova.

L’attrice americana Alla Nazimova.

LE COLLEGHE E L’AMBIGUITÀ
Rudy, così teneramente soprannominato da chi gli voleva bene, oltre che dalle sue molte fan, lavorò anche con diverse attrici importanti che contribuirono a dare lustro alla sua professione. Tra queste, quella più famosa fu Alla Nazimova, all’epoca una vera e propria stella del cinema statunitense. I due si erano conosciuti all’epoca della Signora delle camelie, dove Valentino interpretò il ruolo di Armand. Attorno a Nazimova circolavano anche molte voci sulla sua bisessualità. Nell’ambiente dello showbiz si mormorava che l’attrice intrattenesse relazioni amorose anche con le ex mogli di Rodolfo: Acker e Rambova. Anche il bell’italiano dal fascino tenebroso venne indicato come presunto omosessuale. Gli si attribuirono infatti relazioni con i colleghi Paul Ivano e André Daven oltre che con il regista Rex Ingram.

LA DAMA MISTERIOSA
Omosessuale o meno, anche dopo morto il nome di Rodolfo Valentino venne accostato all’universo femminile. Una misteriosa figura femminile, velata di nero, per molti anni portò dei fiori sulla tomba dell’attore il giorno dell’anniversario della sua scomparsa. Non si è mai scoperto chi fosse, nonostante in molte se ne siano attestate il ruolo, tutte senza un effettivo riscontro. Rimarrà quindi per sempre un mistero, tutto al femminile, che aleggerà attorno alla storia del latin lover per eccellenza.

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