Base jumping: coraggio o incoscienza?

Salti nel vuoto da poche centinaia di metri di altezza. Con una tuta alare e un paracadute. Due vittime in pochi giorni. Lo sport estremo fa discutere. Noi ve lo spieghiamo in cinque punti.

base jumpingPrima Uli Emanuele, poi Alexander Polli. Sono i due base jumper che hanno perso la vita nel giro di pochi giorni, mentre praticavano lo sport estremo che prevede dei salti da altezze relativamente poco elevate, provvisti di una tuta alare e un paracadute da aprire nel giro di frazioni di secondo. Sulle rispettive traiettorie di volo, Emanuele e Polli hanno incontrato una parete di roccia e un albero. L’impatto, in entrambi i casi, è stato fatale. E c’è chi chiede di dichiarare illegale il base jumping, per evitare il ripetersi di incidenti simili. Il Codacons, ad esempio, ha intenzione di denunciare «istituzioni ed enti locali per concorso in lesioni o in omicidio colposo». Ma l’opinione pubblica si divide, tra chi liquida come incoscienti gli appassionati, e altri che invece difendono il diritto di chi vuole mettere alla prova i propri limiti. Per aiutarvi a farvi un’idea, abbiamo deciso di spiegarvi in che cosa consiste il base jumping in cinque punti.

IL NOME
Base jumping non significa, come si potrebbe pensare, ‘salto da una base’. Base, infatti, è in realtà un acronimo, dove ogni lettera indica una possibile piattaforma da cui lanciarsi. La B sta per building, (palazzi), la A per antenna, la S per span (ponti) e la E per earth (pareti e montagne). A differenza del paracadutismo tradizionale, il salto avviene quindi da una piattaforma stabile e non movimento, come invece può essere un aereo.

COME SI FA
I circoli di base jumping, solitamente, non accettano chi non è già esperto di lanci con il paracadute tradizionale. Veri e propri corsi ufficiali non esistono, ma alcuni base jumper sono disponibili per dare indicazioni agli aspiranti. I costi delle attrezzature sono molto elevati, così come quelli dei corsi di perfezionamento (per chi li trova): Repubblica ha stimato in 13 mila euro la spesa media per iniziare.

LE ALTEZZE
Poiché i lanci nel base jumping sono vincolati a piattaforme fisse, le altezze da cui ci si lancia sono molto meno elevate rispetto a quelle del paracadutismo tradizionale. Lo spazio di caduta è quindi più ridotto, così come il tempo entro cui si può aprire il paracadute. La velocità di caduta tocca anche i 200 km/h. Ovviamente, al calare dell’altezza aumenta il pericolo. Felix Baumgartner ha stabilito un record tuffandosi saltando dal Cristo Redentore di Rio de Janeiro. Da soli 29 metri di altezza.

I LUOGHI
In Italia non sono molti i luoghi da cui è possibile praticare base jumping. I più gettonati, in Italia, sono il monte Brento e la parete di Pietra Murata in provincia di Trento. Più in generale, particolarmente ambìti sono i lanci effettuati da ponti, torri e grattacieli perché più estremi e scenografici.

LE VITTIME
Il base jumping è un’attività che solitamente non viene pubblicizzata, proprio per evitare interferenze da organi esterni o inasprire le leggi che (non) lo regolamentano. Anche per questo motivo le cifre ufficiali sui decessi da base jumping tendono probabilmente al ribasso. Secondo una lista stilata dalla stessa comunità dei base jumpers, dal 1981 a oggi i morti nel mondo sono 303.

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Publicato in: Attualità Argomenti: Data: 23-08-2016 04:22 PM


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