La ex fiorettista che infilza la Raggi

Prima in pedana al fianco di Trillini e Vezzali, oggi in prima linea per la candidatura di Roma ai Giochi olimpici del 2024. Chi è Diana Bianchedi, che lancia un ultimatum alla sindaca della capitale.

Diana-BianchediNel 2000 vinceva il secondo oro olimpico nel fioretto a squadre. Sedici anni più tardi, Diana Bianchedi non si è dimenticata come si fa un affondo. L’ultimo, però, non è scaturito dalla sua lama, appesa al chiodo ormai da lungo tempo, ma dalle sue parole, indirizzate alla sindaca di Roma Virginia Raggi. Motivo del contendere è la candidatura della Capitale ai giochi olimpici del 2024, su cui la sindaca grillina tergiversa. Ma ormai i tempi stringono, e Bianchedi lancia l’ultimatum: «La campagna elettorale è finita [...] ci diano una risposta chiara», ha dichiarato in un’intervista al Corriere della Sera.

PLURIMEDAGLIATA
Quella per Roma 2024 potrebbe essere la sfida più complessa nella carriera di Bianchedi. Sulla pedana, nel corso della sua carriera, ha dimostrato di essere tra le più forti al mondo: due ori olimpici nel fioretto a squadre tra Barcellona 1992 e Sydney 2000, al fianco dei mostri sacri Trillini e Vezzali, cinque mondiali e due europei nella stessa specialità. A cui si sommano un paio di argenti e cinque bronzi.

L’IMPEGNO DA DIRIGENTE
Il ritiro dalle scene agonistiche, avvenuto dopo Sydney, non è coinciso però con il ritiro dal panorama sportivo. A soli 32 anni, nel 2001, divenne vicepresidente dell’esecutivo del Coni. Doppio record, perché non solo era la più giovane a rivestire la carica, ma anche la prima donna eletta nelle stanze del massimo organo sportivo nazionale. Un ruolo che riveste con autorevolezza non solo per i suoi vittoriosi trascorsi sportivi, ma anche grazie a una preparazione accademica specifica: basti pensare alla laurea in medicina, con specializzazione per la medicina sportiva. Oggi il suo obiettivo però è uno solo: portare le Olimpiadi a Roma. Quella del 2024, per Bianchedi, è l’ultima chiamata. Si devono fare ora, «altrimenti finirà davvero, ma per i prossimi 50 anni…».

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