Il coraggio di Feyisa

Il maratoneta etiope Lelisa, secondo nella gara-simbolo delle Olimpiadi, ha fatto il gesto delle manette sul traguardo. Un segno di protesta contro il governo del suo Paese. E adesso rischia la vita.

La maratona è la gara-simbolo delle Olimpiadi e vincerla assicura un posto di rilievo nella storia dello sport. A Feyisa Lilesa, che l’ha corsa a Rio arrivando secondo, potrebbe invece costare la vita, perché prima sul traguardo e poi sul podio ha alzato e incrociato le braccia nel classico gesto delle manette, come segno di protesta verso il governo del suo Paese, l’Etiopia.

A FIANCO DEGLI OROMO
Dietro al gesto di Feyisa Lilesa c’è una causa politica, ovvero il supporto alla minoranza etnica degli Oromo, alla quale appartiene il maratoneta e di cui il governo etiope ha già ucciso molti membri: sono stati proprio gli stessi Oromo a eleggere come segno di protesta il gesto delle manette, utilizzato poi dal maratoneta in mondovisione: «Il governo sta uccidendo la mia gente, si sta prendendo le sue terre e le sue risorse, io sono Oromo e ne supporto la protesta», ha spiegato l’atleta.

ADDIO ALL’ETIOPIA
Ora questo gesto potrebbe costargli davvero caro: «Ne parlerò con la mia famiglia e i miei amici, se torno in Etiopia potrebbero uccidermi, se non lo fanno mi metteranno in prigione», ha raccontato Lilesa. «Non ho ancora deciso, ma forse mi trasferirò in un altro Paese»: d’altra parte, già in passato aveva preso in considerazione l’opportunità di scappare dall’Etiopia. E questa sembra davvero la volta buona.

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , , Data: 22-08-2016 01:09 PM


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