Nessuno tocchi Semenya

L'inglese Lynsey Sharp attacca l'atleta sudafricana perché convinta che il suo iperandrogenismo le dia un vantaggio eccessivo in gara. Finora, però, nessuna evidenza scientifica lo dimostra.

LYNSEY SHARP CASTER SEMENYALynsey Sharp non ci sta. La 26enne inglese, che a Rio 2016 si è classificata quinta negli 800 metri, punta il dito contro la vincitrice Caster Semenya, l’atleta sudafricana ormai da anni al centro di una controversia sportiva perché iperandrogenica. La sua condizione, che si manifesta in una produzione di testosterone più alta del normale, a detta dei suoi detrattori le garantirebbe un vantaggio non indifferente sulla pista. E Lynsey Sharp, evidentemente, fa parte di questi detrattori. Intervistata dalla Bbc dopo la fine della gara, ha dichiarato in lacrime: «Ho cercato di evitare la questione per tutto l’anno. Potete vedere voi stessi come sia difficile dal punto di vista emotivo. Tra noi atlete sappiamo quali sono i nostri sentimenti. È una cosa fuori dal nostro controllo e ci affidiamo alle persone che decidono affinché possano risolvere la questione».

LA VIA CRUCIS DI CASTER SEMENYA
La dichiarazione di Sharp non è stata affatto gradita dal pubblico, specie da quello sudafricano che l’ha attaccata sui social, ricordandole che ben quattro atlete hanno ottenuto un risultato migliore del suo e rinfacciandole la sua «acidità» (fino a chiedersi se avesse fatto un bagno nel succo di pompelmo, facendo riferimento a una sua foto postata sui social). Qualche ora più tardi, Lynsey ha precisato su Twitter di nutrire il massimo rispetto per Caster Semenya e la sua condizione. Va ricordato, infatti, che per poter gareggiare l’atleta sudafricana ha dovuto sottoporsi a pesanti trattamenti ormonali e a una serie di esami invadenti e umilianti. Nel 2011 l’Iaaf aveva decretato che le donne con un eccesso di testosterone non avrebbero potuto gareggiare: decisione che avrebbe tagliato fuori Semenya, se questa non si fosse sottoposta ai trattamenti di cui sopra. Il tribunale sportivo di Losanna, però, ha poi sospeso la decisione della Iaaf, la federazione internazionale di atletica, perché non surrogata da evidenze scientifiche che dimostrassero l’effettivo legame tra alti livelli di testosterone e un vantaggio sportivo.

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , , Data: 22-08-2016 01:16 PM


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