«Chi indossa il mio burkini sceglie»

«I francesi vedono questa scelta un emblema di costrizione. Io ci vedo un emblema di libertà». Aheda Zanetti, la stilista del capo che sta dividendo l'Europa, spiega in un'intervista perché anche coprirsi è libertà.

zanettiIl burkini è uno strumento di sottomissione femminile? O favorisce invece la libertà di scelta?
Dopo giorni di polemica infuocata, a parlare è Aheda Zanetti, la stilista australo-libanese inventrice del capo di abbigliamento che ha diviso l’Europa, che ha spiegato in un’intervista a Repubblica perché il burkini non discrimina le donne musulmane. Dal 2008 ne ha venduti 700 mila.
«Il burkini è nato per dare alle donne che amano lo sport ma che vogliono vestire in maniera modesta, come me, una possibilità di scelta», spiega Zanetti: «Dovevamo andare in spiaggia con vestiti normali, magliette e pantaloni, con il risultato di non riuscire neanche a nuotare. Ora chi vuole ha un indumento fatto appositamente per i diversi sport, con tessuti che si asciugano e che lasciano respirare la pelle. Vietarlo significa limitare la libertà di scelta delle donne». «Se non volessimo venire incontro al mondo in cui viviamo resteremmo chiuse in casa invece di andare a nuotare, o indosseremmo le camicie ampie delle nostre madri», sottolinea. «Vorrei sapere quali valori avremmo insultato coprendoci: se qualche politico francese me lo spiegasse gliene sarei grata».

«UN PEZZO DI STOFFA NON PUÒ ESSERE RAZZISTA»
Insomma, nessun tipo di costrizione. «Chi indossa il burkini sceglie: di andare al mare ma di essere modesta», sottolinea la stilista. I francesi vedono in questa scelta e nel pezzo di stoffa che la rappresenta un emblema di costrizione. Io ci vedo un emblema di libertà. E anche un semplice pezzo di stoffa. Trasformarlo in un emblema razzista mi pare eccessivo».
Chi sono le clienti tipo che acquistano il burkini? «Molte sono musulmane, ma tante altre sono donne che non amano scoprirsi troppo in spiaggia: infatti realizzo burkini anche con pantaloni semi-corti e senza cuffia», spiega. «In questi giorni la maggior parte degli ordini arriva da donne che finora non sapevano neanche dell’esistenza di un costume coprente e che lo hanno scoperto adesso». I mercati migliori per le vendite del burkini sono Canada e Stati Uniti, anche se anche l’Europa sta crescendo: «Nell’ultimo anno le vendite sono salite del 40% fra Francia, Germania, Austria e Paesi Bassi».

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , Data: 22-08-2016 01:16 PM


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