Tra i parchi letterari

di Stefania Romani
Sei mete obbligate per chi vuole riscoprire i luoghi che hanno ispirato i più grandi scrittori italiani.

levi1Leggendo un libro, vi è mai venuto il desiderio di mollare tutto e partire alla volta degli angoli che hanno fatto da quinta scenica alla trama? Beh, l’estate è il momento giusto per accostarsi ai paesaggi entrati nelle pagine più belle della letteratura italiana e agli scorci che hanno ispirato generazioni di scrittori. Nel nostro Paese esistono diversi luoghi trasformati in Parchi letterari, che tutelano un patrimonio non solo ambientale, promosso anche da incontri, festival, proiezioni. LetteraDonna ne ha scelti sei, che vanno dalle località lombarde de I promessi sposi all’itinerario sardo di Canne al vento, passano per i panorami cari a Petrarca, Montale, Carducci e Carlo Levi.

manzoni2IN LOMBARDIA CON MANZONI
A valle del lago di Como, lungo le sponde dell’Adda, si adagia il Parco Adda Nord, immerso nel paesaggio che Alessandro Manzoni ha reso immortale con le pagine de I promessi sposi dedicate all’«Addio ai monti» e a «Quel ramo del lago di Como». Fra le tappe più suggestive figurano Pescarenico (Lecco), che ospita il convento dei Cappuccini in cui viveva fra’ Cristoforo, e le Chiuse di Leonardo a Trezzo sull’Adda (Milano), un’opera di ingegneria idraulica senza precedenti. Ma meritano una visita anche il ponte di Paderno (Lecco), con la struttura in ferro ad arco, e il villaggio operaio di Crespi d’Adda (Bergamo), sorto attorno all’opificio tessile.

ARQUAI LUOGHI DI PETRARCA
I dolci profili dei Colli Euganei, prima di incantare Casanova, Shelley, Byron e Foscolo, hanno ammaliato Petrarca, che ad Arquà (Padova) ha trascorso gli ultimi anni. Dopo l’itinerario fra oasi naturalistiche, monasteri, castelli medievali e ville cortesi, è d’obbligo la sosta alla dimora acquistata dal poeta nel 1369: si tratta di un’elegante struttura in pietra, con giardino all’italiana, che conserva lo studiolo del poeta, arredato con la libreria e la sedia originarie.

Monterosso_ParcoCinqueTerreLIGURIA DA NOBEL
Fra «lame d’acqua», «muri d’orto», «dorsi di colli e di cielo» si rincorrono i luoghi delle Cinque Terre (La Spezia) consegnati alla storia, e alla poesia, dal Nobel Eugenio Montale. Il poeta spesso si è ispirato ai panorami marini circondati dalla macchia mediterranea, agli scogli a strapiombo di Monterosso, dove passava l’estate, ai profumi e ai sapori della zona. Che conta itinerari fra verde e letteratura, tutelati dall’Unesco.

carducci 1CARDUCCI E LA SUA TOSCANA
Lungo la costa degli Etruschi, con il mare all’orizzonte, sorge Castagneto Carducci (Livorno), attorno al quale si snoda il parco letterario dedicato al primo Nobel italiano per la letteratura. Il compositore di Pianto antico, San Martino e Il bove, ha scritto spesso dei posti che lo hanno colpito durante la sua infanzia in Maremma, posti nei quali tornò spesso per brevi soggiorni. Nel paese di Castagneto, che mantiene la fisionomia romanica, con vicoli, piazze e botteghe artigiane all’ombra del castello della Gherardesca, si trova la sua casa. E immerso nelle campagne dei dintorni va visto Bolgheri, centro di origine medievale, con le Colline Metallifere sullo sfondo.

carlolevi2A MATERA CON CARLO LEVI
Circondato dai calanchi di Cristo si è fermato a Eboli, il Parco Carlo Levi abbraccia Aliano (Matera), «nascosto come un lungo serpente acquattato fra le pietre». Il borgo, con case e stradine fermate in tante pagine, è circondato da un paesaggio di un biancore abbagliante, dominato da argille aride, senza traccia di vita, in cui si alternano valli e burroni. Nel lembo centro meridionale della Basilicata, il parco gode del fascino di un panorama lunare, con le dorsali sollevatesi a tagliare le colline di argilla, senza erba, senza alberi, con l’acqua che scava buche e coni. E su questo sfondo c’è la casa di Levi, restaurata nel pieno rispetto della struttura originaria, con il frantoio sotto la parte destinata ad abitazione.

deledda1LA SARDEGNA DI DELEDDA
Per respirare profumi e sapori delle pagine firmate da Grazia Deledda, in Sardegna c’è un circuito stretto fra mare e montagna, che muove dalla casa natale di Nuoro, con una cucina e una dispensa, in cui troneggiano i prodotti locali di stagione. In città merita una tappa il Redentore, sulla cima del monte Ortobene, dal quale si vede l’inizio della catena del Gennargentu. Ma sono suggestivi anche Galtellì (Nuoro), teatro di Canne al vento, e Orgosolo (Nuoro), centro alle soglie del Supramonte, foderato di murales dallo spirito anarchico. E a una manciata di chilometri le spiagge delle Baronie, dove la montagna incontra un mare cristallino su cui si aprono scogli e grotte traforate.

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Publicato in: Attualità, Saper vivere Argomenti: , , Data: 21-08-2016 10:00 AM


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