«La scherma è una scuola di vita»

di Camilla Colombo
A tu per tu con Ilaria Salvatori, che con Arianna Errigo, Elisa di Francisca e Valentina Vezzali ha trionfato a Londra 2012 nel fioretto a squadre femminile.

ilaria salvatoriÈ una delle fantastiche quattro che alle Olimpiadi di Londra 2012 ha consegnato all’Italia il primo posto nel fioretto femminile a squadre. Ilaria Salvatori, 37enne di Frascati, come la sua compagna Valentina Vezzali, ha annunciato da tempo il ritiro dal mondo dello sport. Le altre due campionesse del team d’oro di Londra, Arianna Errigo ed Elisa Di Francisca, il 10 agosto sono scese invece in pedana a Rio de Janeiro e la seconda ha vinto l’argento. L’ex fiorettista ci ha raccontato cosa significa partecipare (e vincere) alle Olimpiadi.

DOMANDA: Cosa si prova a vivere le Olimpiadi da atleta?
RISPOSTA: È l’emozione più grande per uno sportivo. Non c’è nulla di paragonabile. Per me i Giochi Olimpici sono stati il sogno che avevo da bambina e che si è avverato nel modo più bello con il bronzo a Pechino 2008 e soprattutto con l’oro, quattro anni dopo, a Londra.
D: Quando ha iniziato a praticare la scherma?
R: Avevo cinque anni quando ho preso in mano per la prima volta il fioretto. È stata un’esperienza bellissima che consiglierei a chiunque, anche a mia figlia. Se intraprendesse la mia stessa carriera, ne sarei felice. Ci vuole tanto allenamento certo, ma lo sport è divertimento, vita e soddisfazioni.
D: Quanti sacrifici richiede un’esistenza dedicata allo sport?
R: Tanti. Soprattutto quando si è bambini, è davvero dura. Crescendo si possono avere dei rimpianti per le tante ore spese nei pomeriggi in palestra ad allenarsi, ma ora che ho 37 anni, e mi dedico essenzialmente ad essere mamma, sono soddisfatta dei traguardi che ho raggiunto. Certo, ho ancora dei sogni, ma ormai la mia carriera è finita.

fioretto oro londra

Elisa Di Francisca, Arianna Errigo, Valentina Vezzali e Ilaria Salvatori sul podio di Londra 2012.

D: L’Italia della scherma raggiunge spesso traguardi importanti sulla scena mondiale. Qual è il segreto del nostro successo?
R: Nella sua tradizione, nei tanti centri di allenamento, nei maestri che sanno fare di noi atleti degli sportivi e delle persone complete. Per me è stato difficile entrare nel mondo della scherma che conta perché davanti a me avevo gli ‘eroi’ di questo sport. Atleti che ne hanno fatto la storia. Per cui ho dovuto lottare, faticare e fare tanti sacrifici, ma rifarei tutto.
D: La scherma è una scuola di vita?
R: Decisamente. Io ho avuto la fortuna di conoscere allenatori che sono stati maestri di vita, e non solo di fioretto. Grazie alla scherma sono cresciuta come persona proprio grazie agli insegnanti che ho avuto. Inoltre la Federazione Italiana Scherma, ma anche il mondo militare, è di grande sostegno nel farci credere in noi stessi. E poi se si è intelligenti, si capisce che lo sport offre anche tanti vantaggi.
D: Ad esempio?
R: Permette di far parte dell’Aeronautica Militare, come nel mio caso, e di viaggiare tantissimo in giro per il mondo.
D: Sta seguendo le Olimpiadi di Rio de Janeiro?
R: Ammetto che le sto guardando un po’ poco in tivù, ma cerco di rimanere aggiornata su Internet. Ho seguito però il trionfo di Daniele Garozzo: ha avuto il mio stesso maestro, è stato mio compagno di allenamento, ed è stato bellissimo vederlo vincere l’oro.
D: Prima dell’avvio dei Giochi Olimpici, c’erano state tante polemiche.
R: Sì è vero, soprattutto sulle condizioni villaggio olimpico. Però posso dire, in quanto atleta, che quello che conta quando partecipi a una manifestazione del genere non è la struttura in cui dormi, ma il sogno che stai vivendo. E poi, anche se l’ho vista da casa, ho trovata stupenda la cerimonia d’apertura. È uno dei momenti più belli da provare dal vivo quando si partecipa alle Olimpiadi, come entrare nel palazzetto in cui ci si gioca l’accesso agli ottavi, ai quarti e poi alle semifinali.
D: Altri bei ricordi delle sue Olimpiadi?
R: Quando alla mensa mi sono trovata a mangiare con dei campioni incredibili di fama mondiale. È vero quello che si dice sulla mensa, che ci si può sedere di fianco ai grandi dello sport internazionale. È un’esperienza fantastica tutto quello che ruota attorno ai Giochi Olimpici. Per me è stata la conferma di tutte le aspettative. E l’ingresso nel palazzetto in cui abbiamo vinto la medaglia d’oro a Londra 2012 è un’emozione che non dimenticherò mai.

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