Veleno a cinque cerchi

Yulia Efimova, travolta dai fischi, piange sul podio di Rio 2016. Sun Yang vince l'oro ma è attaccato dai colleghi. Hope Solo invece viene presa in giro dai tifosi brasiliani. Benvenuti alle Olimpiadi delle polemiche.

Quelli di Rio 2016 sono i Giochi Olimpici dell’integrazione, certo. Ma è probabile che in futuro saranno ricordati come una delle edizioni con più polemiche di sempre. Colpa della bufera-doping che ha travolto la Russia, ma soprattutto della riammissione in extremis di molti atleti alle Olimpiadi. E finiti poi sul podio, per il disappunto degli altri atleti, che invocano uno sport più pulito e tolleranza zero per chi bara.

Le lacrime di Yulia Efimova.

Le lacrime di Yulia Efimova.

GLI STATI UNITI CONTRO YULIA
Davvero pesante il clima attorno a Yulia Efimova, fischiata mentre sul podio celebrava l’argento nei 100 rana, dopo il bronzo conquistato a Londra nel 2012. «Che giorno triste per lo sport. Permettere ai dopati di gareggiare mi spezza il cuore e mi fa letteralmente incazzare», ha detto Michael Phelps, riferendosi al fatto che Efimova, già trovata positiva nel 2013 ad uno steroide, è stata poi coinvolta nel 2016 nella vicenda del meldonium che ha portato poi alla squalifica anche della tennista Maria Sharapova. Al termine della semifinale, la statunitense Lilly King, che poi ha vinto l’oro, ha rivolto alla rivale il gesto del dito medio, schivando il suo abbraccio: «Se fossi stata in lei non avrei mai cercato le congratulazioni da chi non parla bene di me. Non avrebbe dovuto essere a Rio, ma purtroppo devo rispettare la decisione del Cio di riammetterla». Dal canto suo, la Efimova è scoppiata in un pianto a metà tra la felicità e l’amarezza: «Ho commesso degli errori. La prima volta ho pagato con la squalifica di 16 mesi. Ma la seconda non è stata colpa mia. Sono pulita».

Sun Yang e Mack Horton insieme sul podio.

Sun Yang e Mack Horton insieme sul podio.

SUN YANG NON PIACE AI COLLEGHI
Se la squadra russa è stata fischiata anche al Maracanà durante la cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici, le polemiche hanno coinvolto anche atleti di altre nazioni. Come il cinese Sun Yang, che dopo l’oro nei 200 stile libero è stato attaccato dal francese Camille Lacourt: «Dispiace sempre essere battuto da un cinese. Mi fa vomitare vederlo sul podio. Sun è uno che fa la pipì viola». Prima ancora, il vincitore dei 400 stile libero Mack Horton, aveva rifiutato i compimenti del cinese, argento, punzecchiandolo poi in sala stampa: «Non ho tempo per i dopati. È stato trovato positivo ma sta gareggiando, è questa la verità». Sia Lacourt che Horton hanno fatto riferimento ad una positività al doping del 2014, per la quale Sun Yang ha ricevuto una squalifica molto leggera.

QUEI CORI PER HOPE SOLO
Prima di partire per Rio de Janeiro, il portiere della nazionale statunitense di calcio femminile Hope Solo aveva pubblicato diversi tweet ironici in cui mostrava la sua ‘dotazione’ contro le zanzare. Per questo, durante ogni match il pubblico ormai la punzecchia con il coro «Zika! Zika!», riservato anche alla coppia statunitense del beach volley femminile. Veleno a cinque cerchi, insomma, che il Cio non sta gradendo affatto: «Chiediamo agli atleti maggior fair play. Non solo sul campo ma anche nelle dichiarazioni», ha detto il portavoce.

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , , , , , Data: 09-08-2016 07:24 PM


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