Dai barconi al marciapiede

Negli ultimi due anni gli arrivi di nigeriane via mare in Italia si sono intensificati. Immigrazione? No. L'80% di queste donne, quando arrivano, è già caduta nella rete della prostituzione.

prostitute nigerianeDalla Nigeria alle coste libiche. Per finire sui marciapiedi italiani. Sono 3600 le donne nigeriane arrivate nel nostro Paese nei primi sei mesi del 2016, ma l’80% di queste hanno davanti un solo destino: la prostituzione. L’allarme è stato lanciato dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni, che ha registrato un vertiginoso incremento del fenomeno dal 2014, quando le nigeriane giunte in Italia via mare erano solo 1500. Ad allarmare, però, non è il flusso migratorio di per sé, quanto il fatto che queste donne vengano portate in Italia per essere sfruttate.

PRELEVATE DAI CENTRI D’ACCOGLIENZA
Tra la Libia e l’Italia si è dunque venuta a creare una vera e propria tratta di nuove schiave. Un fenomeno che risale all’incirca a 30 anni fa, ma che in questi ultimi mesi si è intensificato. E Simona Moscarelli, dell’Oim, ha spiegato al Guardian che i numeri sono destinati a crescere. Paradossalmente, per queste donne, i luoghi che dovrebbero essere per loro più sicuri, vale a dire i centri d’accoglienza, si rivelano in realtà dei luoghi ideali per gli scopi dei trafficanti. Le donne nigeriane, infatti, arrivano a bordo di barconi in compagnia di decine, se non centinaia, di altri migranti. In questo modo, è difficile per le autorità identificarle come vittime della tratta. E, da un giorno all’altro, queste donne scompaiono, prelevate da ignoti che riescono a eludere la sorveglianza.

DEBITI E RICATTI
Una volta arrivate in Italia, le vittime chiamano un numero di telefono che hanno con sé fin dall’inizio del viaggio. A rispondere dall’altra parte, ovviamente, ci sono i trafficanti. Che attendono fin quando le donne non ricevono un permesso di soggiorno o un documento che le identifichi come rifugiate. A quel punto, le prelevano, e di quelle donne si perdono le tracce. Sulle loro teste grava un debito che spesso ammonta a cifre vicine ai 50 mila euro, e che devono ripagare attraverso lo sfruttamento. Inoltre, per spaventarle, vengono sottoposte a riti voodoo che hanno un effetto psicologico molto forte, così come i ricatti e le minacce di ritorsioni ai danni delle rispettive famiglie.

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Publicato in: Attualità, Top news Argomenti: , Data: 08-08-2016 02:15 PM


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