L'aborto(?) ai tempi dei social

di Federico Capra
La foto choc di una mamma postata su Facebook fa discutere. Il messaggio sembra un chiaro riferimento all'interruzione di gravidanza. Ma di tutta questa polemica quanto resterà?

«Questa è la mia mano. Sto tenendo sul palmo il mio dolce bambino». Inizia così il racconto di Tiffany Burns, la donna che a gennaio 2016 ha subito un aborto spontaneo all’11esima settimana di gravidanza. Un dolore grande che, a diversi mesi di distanza, ha voluto raccontare sui social. Il tutto corredato da una foto in cui si vede un piccolo feto non più lungo di tre o quattro centimetri. «Nonostante fosse così piccolo lui era vivo. Guardate i dettagli. Le sue dolci dita. Quelle dei piedi. Io sono fortunata a essere sua madre. Ha vissuto per mostrare agli altri la vita!», ha aggiunto.

CHOC CONTRO L’ABORTO?
Il messaggio, soprattutto visivo, è forte e chiaro. Per quanto la gravidanza sia al suo stadio iniziale si sta parlando sempre e comunque di un essere umano. Ecco, pur non volendo entrare in tematiche difficili da affrontare in poche righe, una domanda sorge (inevitabilmente) spontanea. Che cosa si vuole dimostrare pubblicando un’immagine del genere sui social network? Se l’obiettivo è scioccare la strada è certamente quella giusta. Se invece la volontà è quella di creare un dibattito, ecco forse il cammino intrapreso non è dei più condivisibili. Premesso che l’immagine postata da Tiffany potrebbe essere un estremo tentativo di esorcizzare il dolore, e su questo non ci sentiamo proprio di giudicare, al contrario dubitiamo dell’utilità di un messaggio sul tema dell’aborto affidato ai social. Grandi strumenti di comunicazione ma decisamente inefficaci per creare un dibattito che si possa definir tale.

TANTO RUMORE PER NULLA
Proviamo a pensare per sommi capi. Avete visto quella foto. Sicuramente vi ha suscitato un qualche sentimento. Rabbia, compassione, empatia, disgusto, non importa. Supponiamo inoltre che abbiate avuto voglia di dire la vostra pubblicando un commento sulla bacheca. In tanti lo hanno fatto. C’è chi ha scritto alla donna di vergognarsi ad esempio, chi invece si è stretto a lei in un abbraccio virtuale. C’è anche chi ha parlato di aborto, chi di foto falsa e chi sicuramente è passato oltre. Di tutto questo che cosa resterà? Molto probabilmente nulla. Tra qualche ora nessuno si ricorderà più di questa immagine e del messaggio che, qualsiasi effettivamente esso fosse, voleva realmente trasmettere.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Publicato in: Attualità, persone Argomenti: Data: 05-08-2016 04:38 PM


Lascia un Commento

*