Quelle che portano la bandiera

di Matteo Innocenti
Per l'Italia c'è Federica Pellegrini e in tutto sono più di 50 le atlete che alle Olimpiadi di Rio de Janeiro hanno questo onore. Alcune di loro hanno alle spalle storie sorprendenti. Scopriamole.

Sono più di 50 le donne che si apprestano a sfilare come portabandiera durante la cerimonia di inaugurazione di Rio 2016, nell’edizione più rosa di sempre. Proprio nel giorno del suo compleanno, per l’Italia c’è Federica Pellegrini, dopo il no di Londra 2012 per la prima gara troppo a ridosso della cerimonia. Un rifiuto che all’epoca ha scatenato polemiche, perché essere scelte come portabandiera è un onore: c’è chi c’è arrivata perché l’atleta più famosa del proprio Paese, chi grazie al suo coraggio e, in Brasile, addirittura attraverso un sondaggio online. C’è poi chi, sfilando con la bandiera al Maracanà, è destinata a scrivere la storia. Senza dimenticare la centometrista giamaicana Shelly-Ann Fraser-Pryce, che ha ‘superato’ Usain Bolt, la minorenne Adzo Kpossi del Togo, o la giocatrice cinese di tennistavolo Liu Jia, che rappresenta l’Austria, ecco le dieci portabandiera  che hanno già vinto prima di gareggiare.

yusraYUSRA MARDINI
Per la prima volta alle Olimpiadi gareggia una squadra composta da rifugiati. Gli atleti selezionati dal Cio sono cinque velocisti originari del Sud Sudan,  e due nuotatori siriani, due judoka della Repubblica Democratica del Congo e un maratoneta etiope. Nata nel 1998, nell’agosto del 2015 la giovane nuotatrice Yusra Mardini, in fuga dalla Siria e dalla guerra, si tuffava da una barca piena di migranti che stava affondando nell’Egeo e, insieme ad altre persone, riusciva a spingerla fino a Lesbo. Una favola, la sua: oggi vive a Berlino ed è stata scelta come portabandiera.

majlindaMAJLINDA KELMENDI
A Londra 2012 aveva partecipato ai Giochi sotto la bandiera albanese, visto che il Comitato olimpico di Pristina non era stato ancora riconosciuto. Quattro anni dopo, la judoka Majlinda Kelmendi, una volta iridata e due campionessa europea nella categoria 52 kg, può gareggiare per il suo Kosovo. La cui delegazione, composta da soli otto atleti, è stata ammessa per la prima volta ai Giochi.

zahraZAHRA NEMATI
Fino al 26 dicembre 2003, Zahra Nemati era considerata una promessa del taekwondo. Ma quel giorno la città di Bam, in Iran, fu devastata da un terremoto, che causò oltre 25mila morti e circa 30mila feriti. Tra di loro Zahra, che da allora è costretta sulla sedia a rotelle. Non si è però mai persa d’animo e nel 2006 ha iniziato a praticare il tiro con l’arco: l’argento ai campionati asiatici del 2015 le è valso il pass per Rio. Era da Atlanta 1996 che un atleta in carrozzina non partecipava alle Olimpiadi: prima di lei c’era riuscita solo l’italiana Paola Fantato, nel 1996 (leggi qui l’intervista a Giusy Versace, in gara nelle Paralimpiadi).

luiza gegaLUIZA GEGA
Lo stadio ‘Qemal Stafa’, l’unico di Tirana dotato della pista di atletica, è stato demolito proprio nei mesi che hanno preceduto le Olimpiadi di Rio. Il team albanese che si stava preparando alla trasferta brasiliana si è così ritrovato senza un luogo per allenarsi nella Capitale. E ha deciso di spostarsi a Korca, un’altra città dell’Albania. Ma non la mezzofondista Luiza Gega, che ha preferito rimanere a Tirana allenandosi in un parco pubblico, in mezzo ai suoi concittadini.

jennifer chiengJENNIFER CHIENG
Jennifer Chieng è la prima atleta nella storia a rappresentare la Micronesia nella boxe femminile alle Olimpiadi. Un grande risultato, considerando che nel suo Paese non ci sono strutture adeguate, perché il pugilato non ha un grande seguito. Jennifer Chieng, mamma di un bambino, vive però a New York, dove si allena e lavora nella finanza, a Wall Street. Ha però ottenuto il pass nel Pacifico, qualificandosi nel torneo che si è svolto in Papua Nuova Guinea a Luglio.

marquesYANE MARQUES
La 32enne pentatleta Yane Marques, bronzo a Londra, è stata scelta come portabandiera del Brasile tramite una votazione online. A lei il 49% delle preferenze: un risultato sorprendente visto che erano in lizza anche il pallavolista Serginho e il velista Robert Scheidt, sicuramente più famosi di lei. Originaria del Pernambuco, Yane Marques è la seconda brasiliana che fa da portabandiera ai Giochi: in precedenza era toccato a Sandra Pires, campionessa del beach volley, a Sydney 2000. Visto che il Brasile è il Paese ospitante, è lei l’ultima portabandiera a sfilare.

RATCHANOK INTANONRATCHANOK INTANON
Ratchanok Intanon è una delle giocatrici di badminton più forti al mondo, non solo della Thailandia. E lo è perché è nata in una famiglia molto povera. Entrambi i genitori lavoravano infatti in una fabbrica di dolciumi e lei, da bambina, trascorreva molto tempo a stretto contatto con materiali pericolosi. Il proprietario della struttura, la indirizzò così verso i campi di badminton presenti nella fabbrica per allontanarla dai pericoli: grazie ai soldi guadagnati in carriera, Ratchanok Intanon è riuscita a regalare un negozio ai genitori.

erika-oliveraERIKA OLIVERA
A 40 anni suonati la maratoneta Erika Olivera è stata scelta come portabandiera del Cile. Madre di cinque figli, a partire dall’età di 5 anni è stata abusata dal patrigno e solo quando ne ha comoiuti 18 ha avuto il coraggio di raccontare tutto, ribellandosi alle violenze subite. È ai terzi Giochi Olimpici della carriera: dopo Rio è pronta a entrare in politica con l’obiettivo di garantire più fondi allo sport cileno.

asaraASARA RATIARISON
Alta appena 1,55 metri per meno di 48 chili di peso, Asara Ratiarison rappresenta il Madagascar nel judo e nella cerimonia di apertura come portabandiera. Ha iniziato a praticare judo a sette anni, svegliandosi all’alba durante gli anni del liceo per potersi allenare. Oggi è laureata in ingegneria e vive con il marito nell’isola di Reunion. È arrivata a Rio de Janeiro anche grazie alla beneficenza dei suoi compatrioti.

greca portabandieraSOFIA BEKATOROU
La tradizione vuole che la Grecia sia la prima nazione a sfilare, perché patria dei giochi olimpici. La prima portabandiera di Rio 2016 è dunque la velista 38enne Sofia Bekatorou, alle quarte olimpiadi della carriera dopo Sydney 2000, Atene 2004 (con un oro nella sua Atene) e Pechino 2008. Madre di due bambine, ha iniziato ad andare in barca a soli otto anni, perché il papà voleva che i figli esplorassero il mondo dell’arte, dello sport e della scienza.

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , Data: 05-08-2016 12:00 PM


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