Travolte dalla monnezza?

di Matteo Innocenti
Consulenze milionarie e rapporti con i manager di Mafia Capitale. Ecco chi è Paola Muraro, l'assessore all'Ambiente di Roma che si è dimessa dopo aver ricevuto un avviso di garanzia.
Paola Muraro, assessore all'Ambiente del Comune di Roma.

Paola Muraro, assessore all’Ambiente del Comune di Roma.

«Un avviso di garanzia in riferimento all’articolo 256 del Testo unico sull’ambiente». In altri termini, Paola Muraro, assessore all’Ambiente del comune di Roma scelta da Virginia Raggi, è indagata. E per questo si è dimessa, nella notte tra il 12 e il 13 dicembre. Che Muraro fosse iscritta nel registro degli indagati, in realtà, alla sindaca era noto da luglio, ma in assenza della notifica dell’avviso di garanzia non si erano presi provvedimenti. La questione al centro delle polemiche (e dell’indagine) è il ruolo che l’assessore ha ricoperto per conto di Ama, l’azienda che gestisce i rifiuti della Capitale, su alcuni impianti oggetto di un’indagine dei Carabinieri, che sospettano si siano verificate delle truffe. Lei si difende: «Sono tranquilla e convinta di riuscire a dimostrare la mia totale estraneità ai fatti. Tuttavia, per senso di responsabilità istituzionale e per rispetto verso questa amministrazione, ho deciso di dimettermi in attesa di chiarire la mia posizione».

Paola Muraro e Daniele Fortini.

Paola Muraro e Daniele Fortini.

LO SCONTRO CON FORTINI
Paola Muraro è collegata all’indagine perché, prima di diventare assessore, è stata per 12 anni consulente di Ama: era infatti incaricata di controllare il rispetto da parte dell’Autorizzazione integrata ambientale, documento che contiene le regole a cui gli impianti inquinanti devono sottostare per proseguire l’attività. Il 26 luglio l’allora amministratore delegato di Ama, Daniele Fortini (poi dimessosi), era stato ascoltato per cinque ore dai magistrati di Roma come persona informata sui fatti in base a presunte irregolarità, ed ha affermato che Muraro conosceva e aveva rapporti con diversi manager dell’amministrazione comunale che successivamente sono stati coinvolti in inchieste come Mafia Capitale. Non solo: è stato criticato anche il compenso percepito dal nuovo assessore all’Ambiente nel corso di questi 12 anni, che ha superato il milione di euro.

IL GOLPE DEI RIFIUTI
Questa cifra e i presunti legami con alcune personalità hanno fatto sì che nascesse una bufera mediatica: il Partito democratico aveva già chiesto le dimissioni di Muraro a suon di hashtag, nello specifico #monnezzopoli. «Non posso pensare a una cosa che non è nella mia disponibilità. Ma ho pronto un mio dossier, lo tirerò fuori al momento giusto. Ero consulente di parte per Ama e ho fatto risparmiare al Comune 900 milioni di euro», aveva replicato Paola Muraro, facendo riferimento a una consulenza in merito alla discarica di Malagrotta. E, per difendersi, aveva parlato addirittura di un «golpe dei rifiuti».

UNA MANAGER NAVIGATA
Nata nel 1964 ad Adria, in provincia di Rovigo, Paola Muraro è laureata in Scienze Agrarie a Bologna e si è sempre occupata del recupero e del trattamento dei rifiuti organici. Ha lavorato a lungo con Ama, ma nel suo curriculum ci sono anche una cattedra in Tecniche e controlli ambientali della facoltà di Ingegneria dell’università di Tor Vergata, e un’esperienza in Federambiente. Muraro non è dunque una militante pentastellata, anzi, la sua simpatia per il M5s è tiepida: si tratta piuttosto di una manager del settore e la sua gestione dei rifiuti, per diversi grillini, avrebbe addirittura avuto un approccio poco rispettoso dell’ambiente.

raggi muraroLA PRIMA SCELTA DI VIRGINIA
Ad ogni modo, già durante la campagna elettorale Virginia Raggi aveva indicato Paola Muraro come futuro assessore: «Sa esattamente che cosa sta accadendo, sa dove mettere le mani per far ripartire Ama». Esperta di compostaggio, nel biennio 2006-07 Paola Muraro ha partecipato alla scrittura del ‘Piano degli interventi di emergenza dei rifiuti urbani’ redatto dalla struttura commissariale guidata dal presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo. Nel corso del suo impegno con Ama, si è poi occupata principalmente dei due impianti di trattamento meccanico biologico di via Salaria e del quartiere di Rocca Cencia, contro i quali sono in lotta da anni le popolazioni locali. Molto rare comunque le sue incursioni sui media, ma in un’intervista di ottobre 2015 ha detto: «Il problema grosso di Roma è che i rifiuti non possono essere recuperati all’interno del proprio territorio», facendo intendere come manchino, nella Capitale, impianti nei quali poter chiudere il ciclo dei rifiuti e procedere al riciclo dei materiali differenziati, abbassando dunque le tasse per i cittadini.

CatturaNON PIACE AI GRILLINI
La nomina di Paola Muraro ad assessore non era andata giù a diversi grillini, che avrebbero preferito una figura in discontinuità con l’attuale catastrofica gestione dei rifiuti a Roma e in sintonia con i valori fondanti del M5s. Come il primo sindaco pentastellato (adesso sospeso) di un capoluogo, Federico Pizzarotti, che da Parma aveva scritto su Facebook: «Fatemi capire.. a noi l’avete menata 4 anni per non essere riusciti a spegnere l’inceneritore e poi mettete come assessore all’ambiente una convinta inceneritorista?».

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , , Data: 13-12-2016 11:20 AM


Lascia un Commento

*