Lei, Umberto, Renato e Lucio

Si è spenta all'età di 85 anni Marta Marzotto. A darne l'annuncio, via Twitter, è stata la nipote Beatrice Borromeo. Una «donna libera» che nell'arco della sua esistenza ha vissuto tre grandi amori. Scopriamoli.

Marta MarzottoPrima era solo un sussurro. Poi quella voce a cui nessuno voleva dare retta è diventata un urlo forte, quasi assordante. Marta Marzotto non c’è più. La regina dei salotti, nata a Reggio Emilia il 24 febbraio 1931, si è spenta all’età di 85 anni. A darne la notizia è stata via Twitter la nipote Beatrice Borromeo. Una foto, poche righe e un cuoricino per salutare un’ultima volta quella nonna vulcanica che aveva ancora tanta voglia di mettersi in gioco.

DALLE RISAIE AI SALOTTI BENE
Figlia di un casellante delle ferrovie e di una mondina, nei suoi 85 anni Marta Marzotto ha vissuto tante vite. Ognuna diversa dall’altra. Nessuna banale. Una donna spesso in controtendenza ma sempre alla moda. Lei che spesso amava definirsi una «donna libera». Una donna che partendo dalle risaie, «da una povertà che oggi non c’è più», è riuscita a diventare una ricca contessa. «Ho sempre vissuto i privilegi come provvisori, precari, non mi sono mai sentita sicura di averli per sempre», continuava a ripetere come un mantra.

MARTA E UMBERTODA MONDINA A CONTESSA
E poi ci sono stati gli amori. Tre, come ricordava sempre. Tutti passionali, tutti con caratteristiche diverse. Amori che Marzotto ha sempre raccontato con l’aria trasognata di chi riviveva momenti felici di un tempo ormai andato. Il primo, il più forte è sicuramente quello con il conte Umberto Marzotto. Il suo «principe azzurro» che l’aveva sottratta «dal sottoproletariato agricolo della pianura italiana», ha ricordato una volta in un’intervista a Io Donna di Repubblica. Umberto Marzotto, nobile erede dell’omonimo impero tessile vicentino, era tutto ciò che una donna avrebbe potuto desiderare. Era il 18 dicembre 1954 quando la mondina e il conte convolarono a nozze. Poi la nascita dei loro quattro figli e un divorzio (1986) che non minò comunque i buoni rapporti tra i due.

marta e guttusoL’INCONTRO CON GUTTUSO
«Lo conobbi l’anno in cui nacque il mio primo figlio maschio, Vittorio (1960, ndr). Anni dopo lo rincontrai a Roma, nel suo studio. Mi diede il primo bacio quando lasciai la casa. All’improvviso, sulla bocca. Non ricordo se lo restituii. Ero emozionatissima. Era un uomo da corteggiamento all’antica. Mi scrisse subito decine di lettere con frasi irresistibili». Perché Renato Guttuso, pittore viscerale d’altri tempi, era rimasto stregato da quella donna capace di ammagliare con la sua semplicità mai invadente e sempre impeccabile chi gli stava attorno. Dopo questi fugaci incontri Renato e Marta continuarono a sentirsi: «Negli anni, poi, mi scrisse migliaia di lettere. Scriveva tutto di sé. Dopo aver fatto l’amore, un’ora dopo soltanto, ricevevo lettere in cui ripercorreva il nostro rapporto, nei particolari. Io mi turbavo e mi stupivo. Mi veniva la pelle d’oca». Quando è ancora moglie di Marzotto, Marta diventa anche la musa di Guttuso. Lo sarà per vent’anni fino a quando il rapporto tra i due si interruppe improvvisamente.

magriL’ONOREVOLE E LA CONTESSA 
«Tutti sanno che ho avuto tre grandi amori», ripeteva. Ed ecco che in questo vortice di sentimenti Marta inizia una storia anche con Lucio Magri, intellettuale e parlamentare comunista. «Era un formidabile rivoluzionario da salotto. Colto, un grande intellettuale e bellissimo, uno degli uomini più belli». La loro storia è durata dieci anni con molti bassi a causa del narcisismo di Magri che «amava solo se stesso, il resto era tutta una posa plastica». Il 1986 poi l’annus horribilis. Marta è costretta a dire addio ai suoi tre grandi amori. Prima il divorzio con il marito Umberto, poi la burrascosa separazione con Guttuso e Magri. A salvarla è stata il lavoro dove si è buttata ricordando, sino all’ultimo, quei tre grandi amori che in passato l’avevano resa così felice.

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , , , Data: 29-07-2016 09:41 AM


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