La donna che sussurrava a Melania

La ghostwriter che ha scritto il discorso della convention di Cleveland ha ammesso di aver copiato Michelle Obama. E ha rassegnato le dimissioni, respinte però da Donald Trump. Ecco chi è.
Melania Trump durante il discorso di Cleveland.

Melania Trump durante il discorso di Cleveland.

Ecco i primi effetti del passo falso di Melania Trump, che alla convention repubblicana di Cleveland (dove erano in vendita gadget sessisti) ha fatto un discorso copiato da un intervento di Michelle Obama nel 2008. Meredith McIver, ghostwriter dello staff del tycoon, con un comunicato stampa ha ammesso le sue responsabilità, chiedendo scusa per il plagio e presentando le dimissioni.

Il comunicato stampa di Meredith McIver.

Il comunicato stampa di Meredith McIver.

UN PLAGIO INVOLONTARIO
«Lavorando al discorso di Melania Trump, abbiamo parlato delle persone che l’hanno ispirata e dei messaggi che avrebbe voluto condividere con gli americani. Una persona che ha sempre apprezzato è Michelle Obama. Al telefono come esempio mi ha letto alcuni passaggi del suo discorso. Li ho appuntati e poi ho inserito alcune frasi nella bozza del discorso, senza controllare ciò che aveva detto la signora Obama». Con queste parole Meredith McIver si è presa tutta la colpa, spiegando poi di aver rassegnato le dimissioni, respinte da Donald Trump, che l’ha rincuorata dicendole che è normale fare questi errori innocenti, da cui si può imparare molto.

Meredith McIver (a sinistra) insieme all'imprenditrice Donna Root.

Meredith McIver (a sinistra) insieme all’imprenditrice Donna Root.

AMICA E AMMIRATRICE
Nata a San Jose, in California, Meredith McIver ha 65 anni e nel 1976 si è laureata in Lingua e Letteratura Inglese presso la University of Utah. Da allora quasi sempre lavorato come editor e Donald-Trump-How-To-Get-Richscrittrice, anche se ha trascorsi a Wall Street e la sua grande passione, almeno da giovane, era la danza. Ha infatti frequentato la School of American Ballet di New York dal 1966 al 1970. Come editor e ghostwriter, Meredith è poi entrata nello staff Trump (di cui si è definita «amica di lunga data e ammiratrice») nel 2001 e con il candidato repubblicano alla Casa Bianca ha scritto a quattro mani diversi libri, tra cui il best seller Trump: How to Get Rich, pubblicato dopo il successo del reality The Apprentice (arrivato poi in Italia con Flavio Briatore nel ruolo del ‘boss’), e Think Like a Champion del 2010, in cui il tycoon ha condiviso con i lettori le sue strategie e gli obiettivi futuri.

L’IRONIA DI TRUMP
Come comunicato da Meredith McIver, le sue dimissioni sono state respinte da Donald Trump. D’altra parte, il candidato repubblicano alla Casa Bianca non si era preoccupato molto della gaffe della moglie e aveva ironizzato così su Twitter: «Hanno speso più tempo i media a fare un’analisi forense del discorso di Melania che l’Fbi sulle email di Hillary», facendo riferimento all’utilizzo di posta elettronica e server privati da parte della candidata democratica durante il mandato da segretario di Stato, su cui l’Fbi aveva avviato un’indagine, poi archiviata.

E SE MEREDITH NON ESISTESSE?
La storia potrebbe chiudersi così, con un plagio involontario e delle dimissioni respinte. Ma su web si sta diffondendo una teoria: Meredith McIver, in realtà, non esiste. Non tanto la donna con il caschetto fotografata insieme a Donald Trump, quanto la ghostwriter della Trump Organisation. Meredith McIver sarebbe infatti uno pseudonimo, dietro al quale si nasconderebbe lo stesso Trump, o un altro membro del suo staff. A supporto della bizzarra teoria il fatto che una pagina Facebook e almeno due account Twitter di Meredith McIver sono stati creati il 20 luglio. Anche è molto probabile che si tratti di profili fake.


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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , , Data: 21-07-2016 12:15 PM


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