Libera misoginia in libera Turchia

Dopo il fallimento del golpe militare, la situazione delle donne del Paese sembra diventare sempre più complicata. Per le strade delle città aumentano violenze e discriminazioni.

donne turcheDall’inizio del tentativo di golpe militare in Turchia fino alla sua repressione da parte del governo, le voci delle donne sono state quasi del tutto assenti. Ora la loro situazione all’interno del Paese sembra diventare sempre più complicata: secondo quanto riportato da Repubblica, con il fallimento del colpo di Stato gruppi di sostenitori di Erdogan hanno manifestato per le strade di Istanbul urlando entusiasti alle passanti: «Tra poco metterete il velo come tutte!».

L’AUMENTO DELLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE
Su Twitter, scrive Usa Today, molte discutono e segnalano un aumento, negli ultimi giorni, delle molestie per le strade. Altre lamentano il linguaggio misogino usato da chi riduce le donne a pegni o a bottino di guerra. Una giovane ha twittato di essere stata minacciata da un uomo che le ha chiesto una sigaretta. Un’altra ha detto di essere stata avvicinata in metro da uno sconosciuto che contestava il modo in cui era vestita.

«LA MISOGINIA NON È UNA NOVITÀ»
A differenza di molti Paesi della zona, le turche sono legalmente protette in quasi ogni aspetto della loro vita quotidiana. Tuttavia, sotto il governo dell’AKP (il partito del Presidente Erdogan), l’applicazione di queste leggi è diventata suscettibile di ‘interpretazione’. «Ambienti contrastanti, come la guerra o colpi di Stato militari, aumentano sempre la violenza e la discriminazione contro le donne. I diritti umani sono in pericolo.», ha affermato Selen Dogan, presidente del gruppo femminista Uçan Supurge. «La misoginia dell’AKP non è una novità», ha sottolineato Burcu Karakas, una nota giornalista che si occupa di questioni femminili in Turchia. «Ci aspettano giorni duri».

«NIENTE UGUAGLIANZA TRA UOMINI E DONNE»
D’altronde è noto. Per Erdogan l’uguaglianza tra uomini e donne non è possibile, anzi, è «contro natura»: tutte devono diventare moglie e madri («chi rifiuta la maternità è la metà di una donna») e non possono svolgere gli stessi lavori dei loro mariti.

LA PAURA DI USCIRE DI CASA
Dopo il fallito colpo di Stato, continua Usa Today, la paura più grande è che il tono stabilito dal governo venga ulteriormente diffuso per spogliare le donne dei loro diritti. Karakas ha affermato che per la prima volta evita di proposito le uscite di sera. Quando lo fa, mette vestiti ‘adatti’, per il timore di fomentare la rabbia dei più conservatori. «L’unico modo per contrastare tutto questo è la solidarietà tra le donne», ha detto.

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , , , Data: 20-07-2016 02:06 PM


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