Se il sacerdote è xenofobo

La strage di Nizza, oltre alla paura e allo sgomento, ha suscitato anche rabbia. A volte tracimata in prese di posizione razziste. Come quella di un prete, che ha pubblicato un post anti-musulmani su Facebook. Non sono mancate le polemiche.

Molte persone sono rimaste sconvolte dalla strage di Nizza. Alcune, però, sono andate oltre. Come il sacerdote di Forlì del Sannio, in provincia di Isernia, Don Pasquale Giampaglia. Come scrive Dagospia, su Facebook don Giampaglia ha pubblicato un post in cui condannava duramente tutti i musulmani: «Non mi vergogno a dire che dopo la strage perpetrata a Nizza ieri sera se fossi americano voterei Donald Trump. Ha promesso di buttare fuori dai confini degli Stati Uniti tutti i credenti in Allah. Lo so che quello che dico può scandalizzare i perbenisti di turno. Ma con questi islamici non se ne può più! Per dovere di ufficio ho dovuto sempre parlare di tolleranza. Ora mi sono stufato: dico quello che penso. Questi non li sopporto e mi sono intollerabili. Ora dite pure che sono razzista: sono felice di essere definito tale».

SUL SOCIAL SI SCATENA LA GUERRA
Sui social si sono ovviamente scatenate le polemiche tra chi sosteneva che il prete avesse soltanto espresso la sua opinione di uomo e chi invece lo aggrediva per quelle parole che, secondo loro, non dovevano essere pronunciate da un sacerdote. Il sacerdote però ha fatto marcia indietro, forse rendendosi conto di aver esagerato: «Sull’onda dell’emotività forse ho usato termini un po’ duri, e non immaginavo che la mia esternazione potesse essere strumentalizzata e suscitare tanto clamore. Mi scuso con i tanti a cui ho arrecato un danno spirituale. Da oggi ho capito che Facebook dovrò continuare ad usarlo come ho fatto finora: solo per dare annunci parrocchiali, vite di santi e vangelo del giorno. Buona serata a tutti».

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Publicato in: Attualità Argomenti: , , , Data: 15-07-2016 07:33 PM


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