«Non sapevo di essere laureato»

Renzo Bossi grida in tribunale la sua innocenza e rigetta le accuse di aver comprato il titolo di studi: «I documenti li ho visti solo quando sono stati pubblicati durante l'indagine».

l43-renzo-bossi-trota-120404113613_bigRenzo Bossi ne è convinto. Quella laurea proveniente dall’Albania e che reca in calce il suo nome non l’ha mai vista. Una certezza ribadita anche durante il processo che lo vede imputato per appropriazione indebita, insieme al padre Umberto e all’ex tesoriere della Lega Nord Francesco Belsito. Eppure quel pezzo di carta, proveniente dall’Università Kristal di Tirana, secondo l’accusa sarebbe stato comprato con 77 mila euro sottratti alle casse del partito.

LUI NON NE SA NIENTE
«I documenti sulla mia laurea li ho visti solo quando sono stati pubblicati durante l’indagine e sono rimasto perplesso prima di tutto perchè la data di nascita scritta sul diploma di laurea è sbagliata», ha spiegato Bossi junior durante il processo. Soprattutto perché lui aveva sì intenzione di studiare, ma di farlo in America e non in Albania. «Dopo il diploma parlai in famiglia della mia volontà di andare a fare l’università negli Usa. Era lì che volevo completare gli studi. Poi una volta tornato avrei dato tutto quello che avevo e potevo alla causa del partito». Poi l’ingresso nel Consiglio regionale, dimenticando di fatto ogni buon proposito scolastico.

NESSUN SOLDO TOCCATO
Rigettate anche le accuse che volevano Renzo Bossi attingere soldi dalle casse del partito per uso personale. «Quando sono diventato consigliere regionale, la sfortuna era che con mio padre parlavamo solo di politica, non di amministrazione economica del partito». Il Trota ha smentito anche l’ipotesi di aver chiesto soldi a Belsito usando il nome di suo padre sollevandolo da ogni responsabilità sulla questione economica della ristrutturazione della casa di Gemonio.

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , , Data: 12-07-2016 02:25 PM


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