Facebook oscura il sindaco omofobo

Il primo cittadino di Rovigo paragona le unioni civili a matrimoni tra persone e cavalli. Aggiungendo poi che mai ne celebrerà una. E i vertici del social network gli chiudono la pagina personale.

massimo bergamin«La Famiglia può essere solo una: l’unione tra un Uomo e una Donna. E se un bel giorno si presentassero in tre? E se qualcuno viene qua con un cavallo e vuole sposare quello? Mai è poi mai, con la fascia da sindaco, celebrerò un matrimonio tra due persone dello stesso sesso». Così il sindaco leghista di Rovigo Massimo Bergamin ha ribadito su Facebook il suo ‘no’ alle unioni civili tra omosessuali, già espresso dopo l’approvazione della legge Cirinnà. Subito dopo, il primo cittadino del capoluogo veneto si è detto pronto «a fare obiezione di coscienza e a delegare qualcun altro per le celebrazioni delle unioni civili», specificando che, in 12 mesi di mandato, ne ha celebrata appena una. Ma le dichiarazioni di Bergamin non sono passate inosservate e gli amministratori di Facebook gli hanno chiuso la pagina.

LE REAZIONI DEI DEPUTATI
Omosessuali paragonati ad animali, in pratica. Per questo l’intervento di Bergamin su Facebook ha scatenato l’indignazione degli utenti, che evidentemente hanno segnalato il post ai vertici del social network. La decisione di chiudere la pagina personale non è stata certo del sindaco: «Io non ho chiuso nessuna pagina. Ma è chiaro come una simile censura dimostri come l’espressione e la libertà di pensiero non vengano rispettate. Nessuno ha detto che la legge non verrà rispettata». La vicenda è arrivata fino a Roma. Il deputato polesano del Pd, Diego Crivellari, ha dichiarato: «Con Bergamin si torna al Medioevo, le sue affermazioni sono molto gravi», mentre Andrea Vecchio, deputato siciliano di Scelta Civica, ha fatto la sua proposta: «Se il sindaco mi dà la delega per celebrare i matrimoni gay, vado io a Rovigo».

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Publicato in: Attualità, persone Argomenti: , , Data: 12-07-2016 02:03 PM


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