AAA vendesi schiave su WhatsApp

Basta un semplice smartphone con fotocamera e connessione Internet. Ecco come l'Isis commercia le donne e bambine rapite per finanziare la sua folle guerra.

yazidi-women-isis-telegramBasta una foto e il gioco è fatto. Così l’Isis vende, grazie al supporto di alcune app di messaggistica istantanea come WhatsApp e Telegram, le sue schiave del sesso. Qui donne e bambine vengono giornalmente offerte al migliore acquirente dai militanti del sedicente stato islamico per finanziare la loro folle guerra. Un crescente mercato sotterraneo e difficile da controllare e contrastare. Colpa anche dei sistemi di crittografia che le aziende proprietarie di questi servizi hanno adottato per tutelare la privacy dei propri utenti. Un’arma a doppio taglio, che alla fine ha favorito malintenzionati e terroristi.

MERCATO REDDITIZIO
Del resto si stima che, dal 2014 agli inizi del 2016, oltre tremila donne e ragazze Yazide provenienti dall’Iraq siano passate sotto le grinfie dell’Isis. Una situazione intricata che non sembra trovare facile vie di sbocco. «Condanniamo la latitanza di social network come Telegram, Facebook, Twitter e WhatsApp, che, con il loro menefreghismo, consente il commercio di donne e bambini yazidi», ha detto Ahmed Burjus, il direttore del Yazda nel Regno Unito, una organizzazione che si è formata a sostenere della comunità yazida, al The Independent.

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Publicato in: Attualità, Top news Argomenti: , , Data: 08-07-2016 02:54 PM


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