Eroine a stelle e strisce

Il 4 luglio gli Usa celebrano il Giorno dell'Indipendenza. In questa data, nel 1776, fu firmata la celebre dichiarazione che segnò l'inizio di una lunga guerra. Vinta anche dalle donne, con idee e fucili.

Mercy Otis Warren La rivoluzione? Non è una cosa per soli uomini. Vale anche per quella americana, che il 4 luglio 1776, con la firma della dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti, segnò l’inizio di una guerra contro il Regno di Gran Bretagna che si sarebbe conclusa solo sette anni più tardi. Ma, appunto, se l’esito fu vittorioso lo si deve anche all’impegno e allo spirito di sacrificio di numerose donne. A partire dalla madre di George Washington.

mary-ball-washingtonMARY BALL WASHINGTON
Praticamente dimenticata dalla Storia ufficiale, la madre di George Washington ha avuto invece un ruolo di primissimo piano. Se non altro perché il padre fondatore degli Stati Uniti ha imparato da lei a essere caparbio e a combattere contro le avversità. Mary ne affrontò parecchie: rimase vedova all’età di 35 anni, con cinque figli da allevare. All’epoca, George aveva appena 11 anni: sua madre gli impartì un’educazione improntata al rispetto dell’onore e dei princìpi. Senza i quali, probabilmente, George non sarebbe mai riuscito a perseverare nella sua storica battaglia.

abigail adamsABIGAIL ADAMS
Moglie del secondo Presidente degli Stati Uniti d’America, John Adams (ma il primo a vivere nella Casa Bianca), Abigail operò a lungo da dietro le quinte della politica: per il marito fu una vera e propria consigliera. Inoltre, contribuiva non poco ad ammorbidire i lati più spigolosi del carattere del consorte, notoriamente irascibile. Ma, in precedenza, e cioè nel 1775, Abigail aveva già rivestito ruoli ufficiali: ad esempio, quando rivestì la carica di giudice, incaricata di interrogare le donne esponenti dell’ala politica dei Tories per verificare se fossero fedeli alla Corona britannica o alle colonie. Inoltre, già allora scriveva al marito sottolineando come una nuova forma di governo avrebbe potuto garantire la parità di diritti tra uomini e donne.

battaglia di cowpensCATHERINE MOORE BARRY
Nota anche come l’«Eroina della battaglia di Cowpens», Catherine si arruolà volontariamente nell’esercito in qualità di scout. Conosceva a menadito ogni pista e scorciatoia nei dintorni delle sue piantagioni nel Sud Carolina, e inoltre era anche un ottima cavallerizza. Prima della battaglia di Cowpen, combattuta il 17 gennaio 1781, avvistò le truppe inglesi in avvicinamento e ne diede tempestivo avviso alle forze della milizia, permettendo loro di radunarsi e andare in soccorso delle truppe guidate dal generale Morgan. Così, l’esercito continentale riportò una vittoria decisiva.

nancy_hartNANCY HART
Una donna senza paura. La sua avventura contro gli inglesi iniziò quando i soldati della Corona le chiesero se un ricercato fosse passato da casa sua. Lei disse di no, mentendo. Un soldato inglese mangiò la foglia, e per ripicca uccise uno dei suoi pregiati tacchini, ordinandole di cucinarlo. Mentre i soldati banchettavano, Nancy sottrasse loro i fucili lasciati incustoditi e, con la scusa di farle attingere acqua dal pozzo, fece uscire la figlia ordinandole di soffiare dentro una conchiglia. Il richiamo avrebbe segnalato ai vicini che i soldati inglesi erano dentro casa sua. Quando i soldati inglesi si accorsero di che cosa stava succedendo, era troppo tardi. Nancy sparò a uno di loro, colpevole di aver provato a sottrarle il fucile. Poi tenne gli altri a bada fino al ritorno del marito Benjamin. Quest’ultimo avrebbe sparato volentieri agli altri ostaggi, ma Nancy insistette perché venissero impiccati. E così accadde.

mercy_otis_warrenMERCY OTIS WARREN
‘La coscienza della rivoluzione americana’. Un titolo di quelli che conta, e che Mercy Otis Warren ha onorato con le parole e con i fatti. Scrittrice e drammaturga, i suoi scritti sono una testimonianza degli ideali dell’epoca. Mercy affrontava temi complessi come la politica, la guerra, spesso facendo ricorso alla poesia. Ma fu anche una delle prime a farsi portatrice di ideali di uguaglianza tra uomini e donne: predicò la necessità di un’istruzione scolastica per il gentil sesso, perché (idea rivoluzionaria all’epoca) era convinta che le donne avessero le stesse risorse intellettive degli uomini.

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Publicato in: Attualità Argomenti: , , , Data: 04-07-2016 01:22 PM


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