Quando Lady D scrisse al Maestro

di Lara De Luna
Le cause benefiche e il potere mediatico li univano. Nel giorno in cui Diana avrebbe compiuto 55 anni, Nicoletta Mantovani ricorda l'amicizia che nacque tra una delle icone del secolo scorso e suo marito.

Diana In BrixtonIl primo luglio del 1961 nasceva a Sandringham, nel Regno Unito, la quarta dei figli dei Visconti Spencer, Diana. Destinata a essere la Principessa più famosa del Novecento e, di quello stesso secolo, una delle figure più incisive e luminose, il primo luglio 2016 compirebbe 55 anni. Carismatica, naturalmente elegante, impegnata in importanti battaglie umanitarie e, nonostante i 19 anni passati dalla sua morte, ancora amatissima, indimenticata e indimenticabile. Nicoletta Mantovani, vedova di Luciano Pavarotti, racconta a LetteraDonna il legame speciale che univa il Maestro alla Principessa: due stelle accomunate «dall’impegno umanitario» e dalla consapevolezza del «loro enorme potere mediatico, che avevano deciso di usare per qualcosa di più grande».

Italian tenor Luciano Pavarotti arrives with NicolDOMANDA: Signora Mantovani, lei e suo marito conosceste Lady Diana nei primi Anni ’90. Cosa ricorda del vostro primo incontro?
RISPOSTA: Mi colpirono immediatamente la sua grazia e la sua semplicità. Aveva un’eleganza e una raffinatezza di modi e portamento assolutamente regali abbinati a una grande naturalezza e uno sguardo mite.
D: Suo marito e la principessa erano accomunati dal forte impegno umanitario e da un grande carisma. Come potrebbe raccontare la loro amicizia?
R: Il loro legame fu «cementato» dall’impegno che ciascuno di essi aveva verso cause umanitarie differenti. Entrambi consapevoli del loro grande potere mediatico, avevano deciso di utilizzarlo per fare la differenza, per portare luce su temi sociali importanti e cause benefiche spesso dimenticate dalla comunicazione di massa. Questa comunione di intenti li avvicinò molto e cercarono sempre di sostenersi vicendevolmente: Luciano appoggiò la campagna contro le mine antiuomo patrocinata da Diana; lei partecipò, tra gli altri, al concerto Pavarotti & Friends per la Bosnia tenutosi nel 1995 a Modena.
D: Presso la Pavarotti Milano è conservata una lettera della principessa al Maestro: in che occasione fu spedita?
R: Diana voleva ringraziare Luciano per un concerto benefico che aveva tenuto in Galles solo pochi giorni prima, a favore di un ospedale pediatrico. Gli scrisse raccontandogli di quanto la comunità locale avesse apprezzato il suo impegno e di come l’evento sarebbe rimasto per sempre nella memoria dei «fortunati spettatori». Inclusa lei stessa, specificava alla fine.
D: Cosa ricorda di quel giorno del 1997, quando arrivò la notizia della sua morte?
R: Né io né Luciano potevamo crederci, eravamo sotto choc, come penso tutto il resto del mondo. Il telefono era impazzito, subissato dalle chiamate di amici che volevano comunicarci la notizia. Ricordo che non riuscimmo a parlare con nessuno, eravamo troppo sconvolti, attoniti, non potevamo credere che fosse successo, che fosse morta davvero.
dianapavarottiD: Perché a distanza di tutti questi anni continua a essere un’icona planetaria?
R: Credo che Diana sia ancora considerata un’icona perché lei non seguiva uno stile, ma lo creava. La sua eleganza, il gusto, la raffinatezza discreta di cui era naturalmente notata, dava garbo a ogni cosa che indossasse o di cui si circondasse. Aveva una semplicità e un atteggiamento schivo che riuscivano a esaltare la sua figura e gli abiti che portava. Una dote certo non comune.
D: Quanto mancano a questo mondo figure come lei e il Maestro? E perché sono tanto rare?
R: Persone come Diana e Luciano rimangono ancora oggi modelli indiscussi e indimenticati per l’onestà intellettuale ed emotiva con cui hanno vissuto la loro vita e il loro tempo. Erano persone vere, lontane anni luce da atteggiamenti calcolati e di comodo, incapaci di azioni mirate al ritorno di immagine o ad un qualche interesse. Credo sia stata la loro autenticità ad ancorare così saldamente la loro memoria nel cuore di tante persone.
D: Suo marito e la principessa Spencer avevano anche passioni musicali in comune?
R: Assolutamente! Amavano l’opera sopra ogni cosa.

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , , , Data: 01-07-2016 02:18 PM


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