Stupratore è anche chi insulta sul web

di Matteo Innocenti
La 16enne violentata a Sarno è stata aggredita verbalmente su Facebook per aver denunciato i suoi aguzzini. Per la psicologa Maria Rita Parsi i cyberbulli sono colpevoli quanto i carnefici.

 

parsi«Pugnalata da chi credevo fosse mio amico facendomi lasciare un segno indelebile che non dimenticherò facilmente, anzi, penso che mai dimenticherò. Forse la colpa è stata mia che mi sono fidata di un ‘mostro’ ma ringrazio anche me stessa che mi sono fatta forza ed ho raccontato tutto ai miei andando dai carabinieri a sporgere denuncia. Grazie a tutti per esservi preoccupati… anche se non posso dirvi che sto bene… Ora hanno confessato tutto ai carabinieri. Mi dispiace per i loro genitori. Grazie a tutti». Queste le parole con cui la 16enne stuprata da cinque ragazzi in un garage di Sarno (provincia di Salerno), ha commentato su Facebook l’accaduto qualche giorno dopo la violenza. Nel suo post ha detto di essere caduta in una trappola, avvicinata dai cinque ragazzi, che hanno tra 15 e 17 anni di età, assumendosi in qualche parte un po’ di colpa. Non è così, come ha spiegato a LetteraDonna la psicologa Maria Rita Parsi: «La colpa non è sua, ma di una cultura millenaria che considera i corpi delle donne oggetti da predare per trarne soddisfazione. Questo perché l’uomo in fondo è invidioso e sempre alla ricerca del possesso di quel grembo dove è cresciuto per nove mesi».

UNA NUOVA AGGRESSIONE
La ragazza violentata si è fidata di un mostro che non sapeva essere tale. Sarà difficile per lei avere di nuovo fiducia nel genere maschile? Per Maria Rita Parsi «dovrà elaborare il lutto, fare una terapia per sfogarsi e sarebbe meglio che l’avesse fatto con un professionista anziché sul web. È chiaro che non si fiderà più spontaneamente, ma il primo passo da fare è superare il senso di colpa, perché rimanendo da sola con un ragazzo non ‘se la stava cercando’, come si legge in giro». Infatti, per aver avuto il coraggio di denunciare e di consentire dunque l’arresto dei violentatori la 16enne di Sarno ha ricevuto un’altra aggressione, stavolta verbale. Tra tanta solidarietà e commenti di sostegno arrivati sul suo profilo, c’è stato purtroppo anche chi l’ha insultata perché ha «inguaiato quei ragazzi». A farlo sono stati soprattutto maschi, amici, parenti e conoscenti dei cinque minorenni arrestati per lo stupro. Tutte persone a cui Maria Rita Parsi non le manda a dire: «Vorrei dire a questi ulteriori violentatori che sono loro i primi responsabili di una cultura che porta dei minorenni a stuprare in gruppo una ragazza. Che si vergognino: è una discriminazione indegna nei confronti delle donne. È davvero l’ora di finirla».

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , , Data: 29-06-2016 06:24 PM


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