Da Marino a Raggi

Osteggiata da Mafia Capitale, era già stata assessora al bilancio nella giunta del marziano, ma poi si era dimessa. Ora potrebbe riprendersi quel ruolo, sostenuta dal M5S. Chi è Daniela Morgante.

Che cos’è la politica? La politica è quella cosa che ti permette di far parte prima della giunta Marino per passare poi a quella guidata dal Movimento 5 Stelle. Succede a Roma, dove Daniela Morgante potrebbe riprendersi quel ruolo di assessora al bilancio del comune di Roma che aveva già rivestito durante il mandato del chirurgo prestato alla politica. Solo che, stavolta, a godere delle sue competenze dovrebbe essere Virginia Raggi. O, almeno, questo vogliono le indiscrezioni.

GLI SCREZI CON MARINO
Si tratterebbe, in apparenza, di un caso di trasformismo da manuale, considerata la guerra che il M5S ha condotto contro Marino. Ma la faccenda è molto più complessa. Perché l’esperienza di Morgante, che è magistrato della Corte dei Conti, nella giunta Marino fu a dir poco travagliata, e si concluse con le dimissioni nell’aprile del 2014: dopo un lungo periodo di tensioni, il sindaco definì «puffo informe», stando a Repubblica, il piano presentato dall’assessora al bilancio per risanare i conti della Capitale e tappare i buchi di bilancio. Per Morgante si trattò della proverbiale goccia che fa traboccare il vaso. Marino, all’epoca ancora ignaro della tempesta che l’avrebbe travolto, le tributò l’onore delle armi: «Il contributo di Daniela è stato prezioso e ha consentito a Roma Capitale di ritornare su binari virtuosi».

OSTEGGIATA DA MAFIA CAPITALE
Questo è quanto accadde in superficie. All’epoca, la strada di Morgante finì per intersecarsi anche con i viluppi di Mafia Capitale. Salvatore Buzzi (capo dell’organizzazione insieme a Massimo Carminati), infatti, nel settembre 2013 fece pressioni sull’allora assessore alla casa, Daniele Ozzimo, per sbloccare lo stanziamento di fondi che Morgante era restia a concedere. Il commento di Ozzimo? «Questa è un po’ scema. A me non è che piace tanto, tanto è vero che io all’orecchio gli ho detto al sindaco…», riporta Repubblica. E, con una pulce nell’orecchio dopo l’altra, alla fine i rapporti Marino-Morgante si guastarono davvero, come abbiamo scritto qualche riga più in alto.

AI 5 STELLE NON DISPIACE
Potrebbe non essere un caso, dunque, che Roberta Lombardi del M5S commentò le dimissioni di Morgante con termini come «è stata fatta fuori» e «sacrificio umano» sull’altare del Salva Roma Ter. Altra medaglia che Morgante può appuntarsi sul petto per nascondere la macchia lasciata sul curriculum dall’esperienza con Marino, è la sua opposizione al pagamento di 90 milioni di euro in più al consorzio della Metro C rispetto all’appalto iniziale. Anche allora non venne ascoltata, ma i costi gonfiati attirarono l’attenzione della Corte dei Conti, che aprì un’indagine.

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Publicato in: Attualità, persone Argomenti: , , Data: 29-06-2016 01:56 PM


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