Esami, quell'ansia bella che non torna più

di Giulia Mengolini
Paura, panico, agitazione. Sentimenti che voi maturandi provate in queste ore. Ma quando tutto sarà finito, avrete la possibilità di assaporare una sensazione che tutti vorremmo rivivere: quella libertà mista a incoscienza che tanto ci manca.

Maturità: suffragio universale per tema storicoCi sono le ansie belle e quelle brutte. Le prime sono quelle che ti mangiano lo stomaco, che ti fanno sudare, ridere con isteria. Quelle da adrenalina. Sai che quando quella sensazione sfumerà proverai un senso di liberazione.
Le seconde no: quelle non lasciano scampo. Ti assillano, viaggiando nei meandri della mente si rendono protagoniste. Si muovono, oscillano, ma rimangono lì, non si spostano. Sono subdole, sfiancanti. Non le rimpiangiamo mai, quelle.
L’ansia più bella che ricordo è quella della Maturità. Bella con il senno di poi, naturalmente. Anzi, bellissima.
Anche se quell’estate di bello sembrava avere poco: aveva le sembianze di un incubo, una condanna. Soprattutto per noi studenti più ligi al dovere e incapaci di vivere spensierati.
Come si può sapere tutto di tutte le materie? Come uscire viva da un’atroce prova di matematica di sei ore? Come reggere un orale con il cuore a mille davanti a tutti quei professori?
Paura, panico, terrore. Sentimenti eccessivi, anche un po’ ridicoli, sempre con il senno di poi. Poi per tranquillizzarti, mentre studiavi, mangiavi un gelato, o ti sfogavi al telefono con le amiche, ti fermavi e facevi sempre lo stesso esercizio: pensare al giorno dell’interrogazione, al momento in cui saresti uscito dalla classe distrutto e terribilmente felice. Con il mondo in pugno. Al momento in cui chiudevi quella porta e correvi in corridoio saltando come non avevi mai fatto.
Rivivrei tutta l’ansia, le crisi, il caldo e l’isteria quotidiana per poter riassaporare quella sensazione che avrei provato dopo in quel corridoio, e che poi non avrei più provato: quella libertà lì. Un’estate e una vita nuova davanti. La vita vera. Quella in cui puoi decidere di essere chi vuoi essere. Puoi scegliere giorno per giorno la tua strada, chiederti se ti piace, continuarla o cambiarla.
Potremmo farlo sempre, certo: a 30 anni, a 50 o a 70. Possiamo pentirci, stravolgere tutto, divorziare, licenziarci, partire. Ma non ci sentiremo più così. Non saremo più così ingenui e impulsivi dopo quell’estate. Non saremo più così incoscienti. Voi maturandi, che avete ancora tre difficili prove da affrontare e vi state disperando, non fatelo: c’è chi vi invidia. Perché le ansie belle sono rare. E voi potete ancora godervele.

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Publicato in: Attualità Argomenti: , Data: 22-06-2016 01:22 PM


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