A Orlando non vogliono il sangue degli omosessuali

Dopo la strage compiuta al Pulse, servono donazioni. Il 14 giugno si celebra il World Blood Donor Day. Ma nella città del massacro per i gay è vietato: la protesta del mondo Lgbt.

Vigil in honor of Orlando shooting victims in San Francisco, California«Il sangue ci unisce», è lo slogan del World Blood Donor Day, la Giornata Mondiale del Donatore di Sangue che si celebra il 14 giugno. Ma a Orlando non è così. Due giorni dopo la strage al Pulse, il locale gay in cui Omar Mateen ha ucciso 49 persone, l’affermazione «negli Stati Uniti è più facile comprare armi che donare sangue» diventa tristemente vera.
E sintetizza tutta la frustrazione e l’ira della comunità gay di Orlando, tagliata fuori dalle donazioni di sangue per prestare aiuto ai feriti. In fila come tutte le migliaia di cittadini, si sono presentati anche gli omosessuali e bisessuali, ma invano. Secondo una norma della Food and Drug Administration (Fda), l’agenzia federale che si occupa della sanità pubblica, i gay sessualmente attivi, infatti,  non possono donare il loro sangue.

LA PROTESTA
«Ci viene impedito di aiutare i nostri fratelli e sorelle», è insorta la comunità Lgbt. E la protesta è corsa subito anche sui social: «Viviamo in un Paese in cui è  legale acquistare armi d’assalto, mentre resta illegale per i gay donare sangue per aiutare le vittime di questo massacro», si legge su Twitter. «L’America», scrive un altro utente, «non cambierà le sue leggi sulle armi, perché invece non ne approfittiamo per parlare del fatto che ai gay non a rischio ancora non viene consentito di donare sangue?».

IL BANDO RESTA IN VIGORE
Subito dopo la strage compiuta dal killer Mateen, si era diffusa la notizia che il bando era stato temporaneamente tolto, ma fonti ufficiali hanno poi confermato che il divieto resta invece in vigore. Il tema suscita da anni il disappunto della comunità Lgbt americana. Negli Anni ’80, agli inizi dell’epidemia dell’Aids, nel tentativo di arginarla, l’Fda aveva imposto il bando a vita e solo alla fine dell’anno scorso, dopo oltre 30 anni, le restrizioni sono state allentate, consentendo ai gay non sessualmente attivi di donare il sangue. Oggi, tuttavia, da più parti il bando è visto come obsoleto, in particolare alle luce delle innovazioni tecnologiche che facilitano i controlli sulle persone a rischio. «La politica dell’Fda»,  ha sottolineato la campagna per i diritti civili, «ancora non riesce ad offrire una soluzione accettabile perché continua a stigmatizzare gay e bisessuali».

DIVIETO MEDICALMENTE INGIUSTIFICATO
Eppure, secondo le principali banche del sangue americane, American Red Cross e America’s Blood Centers, il divieto è «medicalmente e scientificamente ingiustificato». E il Williams Institute, think tank LGBT dell’Università della California, ricorda  che l’abolizione del divieto aumenterebbe l’apporto di sangue di ben 300 mila litri all’anno e darebbe la possibilità di salvare circa un milione di vite. Non è un motivo sufficiente?

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Publicato in: Attualità, persone, Top news Argomenti: , , Data: 14-06-2016 02:15 PM


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