Condanna i gay dall'altare

di Matteo Innocenti
Don Massimiliano Pusceddu, parroco di un paesino nel cagliaritano, durante l'omelia si è scagliato contro unioni civili, teoria del gender e Matteo Renzi. Paragonando gli omosessuali ai pagani abbandonati da Dio.
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Matteo Renzi, la legge delle unioni civili, la teoria del gender e soprattutto i gay. Sono stati questi gli obiettivi ‘centrati’ da don Massimiliano Pusceddu, il parroco di Decimoputzu, un paesino in provincia di Cagliari, durante l’omelia della messa celebrata il 28 maggio. Dopo aver letto un passo del Vangelo secondo Marco, il parroco ne ha proposto ai fedeli un altro, tratto dalla Lettera agli Ebrei: «Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e sempre! Non lasciatevi sviare da dottrine diverse e peregrine, perché è bene che il cuore venga rinsaldato dalla grazia, non da cibi che non hanno mai recato giovamento a coloro che ne usarono». Dottrine diverse e peregrine come la teoria del gender, «una porcheria», così come le unioni civili, una «legge sbagliata». La fede, spiega don Massimiliano, nasce infatti dalla famiglia e, viceversa, quando viene meno muore la famiglia stessa. Ma, aggiunge, come possono due omosessuali trasmettere la fede? La Bibbia, che è la parola di Dio, parla chiaro: la famiglia cristiana è quella composta da un uomo e una donna.

VERSETTI PROFETICI
A questo punto è il premier Matteo Renzi a finire nel mirino. Dall’altare don Massimiliano annuncia che non avrà mai il suo voto, perché ha approvato una legge che va contro la cristianità. Tutto questo per arrivare al gran finale, ovvero la Lettera di San Paolo ai Romani, che parla dei pagani, abbandonati da Dio perché dediti a passioni infami e contronatura. Sette versetti profetici tratti dal primo capitolo che, secondo il parroco, descrivono al meglio il mondo di oggi: «Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami; le loro donne hanno cambiato i rapporti naturali in rapporti contro natura. Egualmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono accesi di passione gli uni per gli altri, commettendo atti ignominiosi uomini con uomini, ricevendo così in se stessi la punizione che s’addiceva al loro traviamento. E poiché hanno disprezzato la conoscenza di Dio, Dio li ha abbandonati in balìa d’una intelligenza depravata, sicché commettono ciò che è indegno, colmi come sono di ogni sorta di ingiustizia, di malvagità, di cupidigia, di malizia; pieni d’invidia, di omicidio, di rivalità, di frodi, di malignità; diffamatori, maldicenti, nemici di Dio, oltraggiosi, superbi, fanfaroni, ingegnosi nel male, ribelli ai genitori, insensati, sleali, senza cuore, senza misericordia. E pur conoscendo il giudizio di Dio, che cioè gli autori di tali cose meritano la morte, non solo continuano a farle, ma anche approvano chi le fa».

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Publicato in: Attualità, persone, video Argomenti: Data: 10-06-2016 07:07 PM


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