«Il Colosseo quadrato è di tutti»

di Federico Capra
Fendi chiede agli organizzatori del Pride di Roma di ritirare i manifesti con il simbolo della maison. LetteraDonna ha intervistato Vladimir Luxuria che non ci sta e passa al contrattacco. Poi la casa di moda fa marcia indietro.

luxuria«Una caduta di stile». Non usa mezzi termini Vladimir Luxuria nel commentare a LetteraDonna la richiesta fatta da Fendi di ritirare e distruggere tutte le immagini della campagna pubblicitaria Chi non si accontenta Lotta, lanciata per promuovere il Pride previsto sabato 11 giugno a Roma. Motivo del contendere il Colosseo quadrato simbolo sì della casa di moda, ma anche di una romanità e di un’italianità appartenente a tutti. «Trovo assurdo che un edificio, o meglio, un’opera d’arte venga proibita a qualcuno», ha aggiunto Luxuria.

FENDI NON CI STA
Eppure Fendi non sembra essere dello stesso avviso. Tanto da minacciare azioni legali se la cosa non si dovesse risolvere il prima possibile. «Immaginatevi se tutti quelli che hanno fatto una foto davanti al Colosseo, parlo questa volta dell’Anfiteatro Flavio, quello più antico, fossero chiamati da Della Valle per un risarcimento o per pagare i diritti d’immagine», ha chiarito. Soprattutto perché le foto incriminate sono state scattate alla luce del giorno e «all’esterno dell’edificio stesso. Non al suo interno o con qualche sotterfugio». E se i turisti spesso si soffermano a fare foto al Colosseo quadrato, «non trovo il motivo per cui Fendi voglia eliminare tali foto».

NON CHIAMATELO SESSIMO
Allora perché la casa di moda ha sollevato questo polverone? «Il motivo è difficile da comprendere», ha aggiunto Luxuria. Si deve quindi parlare di sessismo? Di discriminazione? «Non penso, anzi non lo voglio nemmeno pensare. Soprattutto perché il mondo della moda dovrebbe essere decisamente di ampie veduto su questo argomento». Rimane quindi un atteggiamento incomprensibile fatto da chi «dovrebbe essere sensibile ai diritti della comunità omosessuale». Di una cosa Vladimir Luxuria è certa: «I manifesti servono a pubblicizzare un evento importante come il Pride. Non è concepibile chiedere il loro ritiro solo per delle foto di un monumento conosciuto da tutto il mondo che non associa minimamente il mondo Lgbt a Fendi».

MARCIA INDIETRO
Dalla polemica al chiarimento. Perché a poche ore da questa intervista Fendi ha rivisto la sua posizione parlando di «un equivoco» e di «autorizzazione concessa». Su Facebook, così gli organizzatori del Pride di Roma sanciscono la pace con un post conciliante e chiarificatore, anche se qualche dubbio rimane.

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , , , Data: 09-06-2016 06:57 PM


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