Una donna in prima linea

Il 6 giugno 1944 sbarcò in Normandia anche Martha Gellhorn. La reporter non aveva l'accredito ma, pur di documentare la guerra, si nascose nel bagno di una nave e poi si finse un barelliere.
Martha-Gelhorn

Martha Gellhorn nel 1943 sul fronte italiano.

Sono passati 72 anni dal D-Day, ovvero dal 6 giugno 1944, giorno in cui ebbe luogo la più grande operazione anfibia di sempre, passata alla storia come lo sbarco in Normandia. Messo in atto dalle forze alleate durante la Seconda guerra mondiale, sancì l’inizio della sconfitta della Germania nazista, costretta poi alla resa meno di un anno dopo. Utah Beach, Sword Beach, Omaha Beach, Juno Beach e Gold Beach, questi i nomi in codice dati alle spiagge francesi teatro dell’operazione alleata, videro arrivare con la prima ondata più di 4 mila mezzi da sbarco, provenienti da 1.200 navi da guerra, 155 mila uomini e… una donna, Martha Gellhorn, la terza moglie di Ernest Hemingway.

gellhorn hemingway

Martha Gellhorn ed Ernest Hemingway.

REPORTER CLANDESTINA
Martha Gellhorn non era un soldato: all’epoca esistevano già corpi militari femminili, ma le donne non potevano combattere in prima linea. Al fronte, al massimo, intervenivano le crocerossine, che infatti arrivarono in Normandia pochi giorni dopo. Martha Gellhorn era una reporter di guerra, considerata oggi come una delle più grandi del XX secolo. Ma, per documentare lo sbarco in Normandia fu costretta a imbarcarsi come clandestina su una delle navi alleate. Nel giugno del 1944, in vista dell’operazione Overloard, il governo britannico aveva 558 tra giornalisti e fotografi. Ogni testata poteva far imbarcare un reporter e Martha Gellhorn già da tempo scriveva servizi da zone di guerra per il Collier’s Weekly, ma la rivista indicò invece suo marito, Ernest Hemingway, che non aveva mai lavorato per il magazine ma che però poteva essere una firma prestigiosa. Non disponendo delle credenziali necessarie, pur di essere presente all’evento Martha Gellhorn si nascose nei bagni di una nave ospedale e poi sbarcò sulla spiaggia fingendosi un barelliere: nella confusione nessuno si accorse che era una donna. Anni dopo avrebbe detto: «Seguivo la guerra ovunque riuscissi a raggiungerla».

Gellhorn Hemingway

Martha Gellhorn ed Ernest Hemingway in Cina nel 1941.

UNA VITA INSEGUENDO LA GUERRA
Nessuna frase avrebbe potuto descrivere meglio la vita di Martha Gellohorn, nata nel 1908 a St. Louis, nel Missouri. Insieme a Hemingway, con cui sarebbe stata sposata dal 1940 al 1945, si trasferì in Spagna negli anni della guerra civile, più tardi dalla Germania riportò dell’ascesa di Adolf Hitler e, nel 1938, si trovava in Cecoslovacchia. Durante la Seconda guerra mondiale scrisse da Hong Kong, Singapore, Birmania, Gran Bretagna, Italia e Finlandia: durante il bombardamento sovietico di Helsinki rimase l’unica giornalista accanto ad Indro Montanelli. In seguito fu la prima prima giornalista a portare testimonianza del campo di concentramento di Dachau, appena dopo la liberazione, e coprì il processo di Norimberga. Negli anni seguenti continuò con reportage dal Vietnam e dal Medio Oriente, per poi documentare le guerre civili nell’America centrale. Nel 1989 partì improvvisamente per Panama, per seguire l’invasione statunitense che depose Manuel Noriega. Si fermò solo nel 1990, allo scoppio della guerra in Bosnia, quando a quasi 82 anni di età ammise di essere troppo vecchia per seguirla. Nel 1943, quasi mezzo secolo prima, irritato dalle sue lunghe assenze, Hemingway le aveva scritto questo in una lettera, quando era in procinto di partire per il fronte italiano: «Sei una corrispondente, o moglie nel mio letto?».

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Publicato in: Attualità, persone Argomenti: , , Data: 06-06-2016 12:05 PM


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