«Non farò la fine di Corona»

di Matteo Innocenti
Una discoteca lo annuncia come ospite, ma Emilio Fede smentisce. «Riceverò un premio alla carriera». Anche se non è vero. Poi ricorda con nostalgia il suo Tg4 e l'incontro con Berlusconi.

«Da anni i più importanti club lo vorrebbero come special guest, ma lui non ha mai prestato la sua immagine… ma per Darwin Paradise L’evoluzione del divertimento farà anche questo! Direttamente dai privè del Twiga e del Billionaire, dalle piscine dorate del Lyon in the Sun a Malindi, dalle feste esclusive di Arcore, l’uomo che ha fatto la storia del giornalismo, il direttore dei direttori… Darwin Paradise ospita Emilio Fede». È così, con molta enfasi ed entusiasmo, che la discoteca Darwin Paradise di Piacenza annuncia il suo special guest per la sera del 3 giugno. Dunque, Emilio Fede, a quasi 85 anni, si appresta riciclarsi come un tronista qualsiasi? «Ho ricevuto un gentile invito da parte della Confcommercio e della Confconsumatori di Piacenza, che mi vuole consegnare un premio alla carriera di giornalista, e non certo da ballerino. Poi ho scoperto per caso che la premiazione avviene nei locali adiacenti a una discoteca, ma io che c’entro?», si sfoga a LetteraDonna l’ex direttore del Tg4. Da parte sua, la discoteca sul sito parla di ‘partecipazione amichevole’ e il direttore artistico del locale, che abbiamo contattato per sapere come è nata l’idea dell’ospitata, ci ha spiegato: «La consegna del premio avviene ai Laghi di Tuna, ristorante che è anche proprietario della nostra discoteca. Visto che è già a Piacenza, con Fede abbiamo voluto fare una cosa goliardica, visto che non era mai stato ospite di nessun locale».

NON È UN PREMIO ALLA CARRIERA
LetteraDonna, che ha deciso di provare a fare chiarezza, ha così raggiunto il manager di Fede, Pierpaolo Barbieri, che ha precisato: «Andiamo a Piacenza per il premio alla carriera in occasione di una cena di gala. Visto che il ristorante è della stessa proprietà della discoteca, pensavamo poi di andare lì a bere un drink, non di più. Che loro stiano cercando di fare pubblicità sfruttando l’immagine di Fede è un’altra cosa, che scopro solo adesso». A questo punto sorge un dubbio, legittimo: il premio esiste davvero? La risposta arriva direttamente dalla Confcommercio di Piacenza: la location è confermata ma a consegnarlo è il sindacato Silb-Fipe, organizzazione leader del settore dell’intrattenimento serale e notturno, che associa oltre il 90% delle imprese del comparto. E non, dunque, Confcommercio o Confconsumatori. In più, anche se Fede si appresta a ricevere un riconoscimento alla carriera, in realtà si tratta del premio Giornalista Amico, alla prima edizione. Quindi, il premio a suo modo esiste. E la cena di gala idem, visto che anche il ristorante ha confermato. Sull’effettiva presenza dell’ex direttore del Tg4 al Darwin Paradise, invece, non ci sentiamo di garantire. Anche perché il fatto di essere stato accostato a tronisti e ex gieffini non gli piace affatto. Soprattutto quando attorno a lui c’è stato silenzio per questioni molto più importanti.

fede discoDOMANDA: Signor Fede, ma allora sarà ospite o no di questa serata in discoteca?
RISPOSTA: Sono ospite di chi ha organizzato la consegna del premio. Mi viene voglia di non andarci nemmeno, ma mi sembrerebbe di offendere chi mi ha invitato. Comunque prendo il premio, forse partecipo a una cena e sicuramente al cocktail, come è scritto nell’invito. Poi riparto per Milano, tutto qui.
D: Ma sa che la stanno presentando come il grande ospite del Darwin Paradise?
R: Ma se non so nemmeno il nome della discoteca! Vengo ‘trasportato’ in un settore fatto di personaggi della notte con cui non ho niente a che fare. In 24 anni con Berlusconi sono andato solo due volte in discoteca, per ricevere dei premi, escludendo il Billionaire del mio amico Briatore.
D: Allora vuole dire qualcosa a chi ha scritto che ha fatto la fine di Corona?
R: La discoteca è lì vicino, che colpa ne ho? Non farò nessuna fine, qualcuno ha tentato di cancellare la mia storia ma la storia non si cancella. Tra l’altro vado e torno a mie spese, con la mia macchina e il mio autista. Senza nessun compenso.
D: Il premio comunque le sarà consegnato al 100%?
R: Sì, tra l’altro per l’evento mi hanno mandato un invito con una mia immagine molto bella, di me quando ero più giovane.
D: La premiano, ma si parla di lei per la presunta ospitata. Le dispiace?
R: Proprio in questi giorni sto scrivendo, per Il Tempo, una riflessione, anche amara, accennando a tutto quello che ho fatto nella mia carriera. Gli organi di informazione hanno mantenuto il massimo silenzio su ciò che mi è capitato: vergogna. Invece ora scoppiato un putiferio per questo…
D: E l’addio a Mediaset le fa ancora male?
R: Sì, ha creato ripercussioni psicologiche negli ultimi due anni e mi ha fatto male. Mediaset mi deve la nascita di un’informazione che è stata al centro dell’attenzione, nel bene e nel male, e non solo in Italia. Ho dato prestigio a questa ‘creatura’, il Tg4 era un racconto e perderlo è stato un pugno nello stomaco per le famiglie italiane: improvvisavo, andavamo sempre in diretta, senza eccedere con parole grosse o drammatizzare troppo.

Emilio Fede

Emilio Fede e il Tg4: un amore che oggi fa male.

D: Riesce a guardare il Tg4?
R: Mi crea tanti ricordi, ma anche malinconia. Il mio tg è rimasto nella storia. Mi auguro che Cecchi Paone riesca a riportarlo a quei livelli, o che altrimenti cambi nome. Ho sentito dire che vuole mettere giornaliste in chador, armeni, rumeni, non so… Abito a due passi dalla redazione e oggi, quando passo di lì, evito di guardare quell’angolo con giardino che mi aveva regalato Berlusconi, dove io avevo creato il mio telegiornale.
D: A proposito di Berlusconi, cosa ne pensa della cessione del Milan ai cinesi?
R: Mi provoca tristezza, perché insieme alla sanità e alla difesa dei più deboli era tra i temi inseriti nella nostra conversazione quando 25 anni fa mi ha chiamato per fondare l’informazione a Mediaset: «Non buttiamo soldi per fare inchieste in Pakistan, pensiamo a quello che succede a casa nostra». Mi ricordo la lettera che scrisse alla Gazzetta dello Sport quando comprò il Milan, un sogno realizzato dedicato al padre che lo portava allo stadio da piccolo. Lasciarlo sarà una ferita autentica, anche perché l’ultimo periodo non è stato dei più prestigiosi. Ma un club calcistico costa troppo e non rende.
D: Berlusconi non molla la politica. Le va di fare un pronostico sulle elezioni?
R: A Milano c’è ancora molta incertezza, ci sarà un testa a testa tra i due candidati (Beppe Sala e Stefano Parisi, ndr). Ma lo scontro non è aggressivo. Mi auguro solo che Milano, capitale industriale d’Europa, sia degnamente rappresentata.
D: E nella Capitale invece?
R: A Roma invece è un macello, non si capisce niente. Io voto proprio nella Capitale ma non ci capisco un tubo, per non dire di peggio.
D: Pensa di dare il suo voto a Marchini?
R: In questo momento assolutamente no. Avrei votato Bertolaso? Decisamente sì. La Raggi è simpatica e pure la Meloni è adorabile come mamma che si candida. Ma ci sono troppi gruppi, troppe liste… d’altra parte la poltrona fa gola a tutti. Insomma, l’Italia ha bisogno di qualcosa di concreto ma non so se questi personaggi sono all’altezza.

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , Data: 03-06-2016 04:16 PM


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