Un giorno per dire addio alle bionde

Il 31 maggio è la Giornata mondiale senza tabacco. Le sigarette fanno male ma i fumatori sono in aumento. Ecco cinque motivi per provare a smettere, una volta per tutte.
pacchetti sigarette

I pacchetti di sigarette ‘no logo’.

Arrivata nel 2017 alla 29esima edizione, il 31 maggio torna la Giornata mondiale senza tabacco, appuntamento annuale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità il cui scopo è quello di incoraggiare le persone ad astenersi per almeno 24 ore dal consumo di tabacco, nella speranza che poi smettano definitamente di fumare. Il World No Tobacco Day è nato nel 1988 e da allora è stato accolto con crescente interesse da parte di governi, organizzazioni sanitarie e opinione pubblica. Nonostante ciò, secondo l’Oms ogni anno sono circa sei milioni le persone che perdono la vita a causa dei danni del tabacco e, come ricorda l’Airc, in Italia ci sono ancora 10,3 milioni di fumatori, con 41mila casi di tumore al polmone e 32mila decessi all’anno. Purtroppo i dati sono in leggera crescita: la speranza è che il tema di quest’anno, cioè la nuova grafica dei pacchetti di sigarette, presto obbligatoria anche nel nostro Paese, possa invertire la tendenza. Su ogni ogni confezione dovranno comparire scritte come ‘Il fumo uccide – smetti subito’ e ‘Il fumo del tabacco contiene oltre 70 sostanze cancerogene’. In più, il 65% della superficie dovrà essere coperta da un’immagine molto forte che possa fare da deterrente e, inoltre, dovranno risultare ‘anonimi’, per limitare l’uso del pacchetto di sigarette come forma di pubblicità. Addio inoltre alle confezioni da dieci. Se tutto questo non fosse abbastanza, ecco altri cinque motivi per smettere di fumare.

TANTI SOLDI BRUCIATI
Fumare costa. E anche parecchio. Il prezzo dei pacchetti è in costante aumento e dire basta aiuterebbe a mettere da parte un bel gruzzoletto a fine anno. Una persona che fuma dieci sigarette al giorno spende circa 75 euro al mese, più di 900 all’anno. Uno che ‘brucia’ un pacchetto al giorno, invece, spende il doppio. E magari poi si lamenta perché non può nemmeno andare concedersi una vacanza.

india no tabacco

Un momento del World No Tobacco Day in India.

UNA TAGLIA IN PIÙ
Questo vale per le donne, ma può interessare i loro partner. Le donne che smettono di fumare percepiscono, già dopo qualche mese, un aumento del volume del seno. Lo rivela l’Istituto Nazionale dei tumori di Milano, in base ai risultati di un questionario. Il motivo non sta nei chili in più che mette su di solito chi smette di fumare bensì, secondo i ricercatori, al fatto che il fumo di sigaretta interferisce con il metabolismo degli ormoni sessuali femminili e, in particolare, con quello dell’estradiolo.

LE MULTE SALATE
Basterebbe cercare un posacenere o un cestino per evitare problemi, ma è bene ricordare ai più distratti che per chi getta a terra un mozzicone ci sono multe salate, che vanno da 30 a 300 euro. Le cifre previste dalle nuove norme sono giustificate dal fatto che una singola cicca impiega 3-4 anni a degradarsi e dalla quantità di sostanze tossiche e cancerogene contenute in ogni sigaretta. Un elenco delle principali? Nicotina, formaldeide, piridina, benzopirene, catrame, benzene, polonio-210, metalli pesanti come nichel, cromo e arsenico.

CANI E GATTI
Il fumo passivo fa male anche ai nostri amici a quattro zampe. Secondo gli scienziati britannici della People’s Dispensary for Sick Animals, i cani e i gatti che vivono con i fumatori hanno il doppio delle probabilità di sviluppare alcuni tipi di cancro rispetto agli animali domestici che vivono in famiglie in cui nessuno fuma. E non solo perché comunque stiamo parlando di fumo passivo. Il problema non è tanto la respirazione, quando il fatto che il fumo si attacca alle pellicce degli animali che, pulendosi, ne ingeriscono le tossine, esponendosi ancora di più alle sostanze chimiche nocive presenti nella sigaretta.

 

cina tabacco

Il World No Tobacco Day in Cina.

STOP ANCHE ALL’APERTO
Fino al 16 gennaio 2003, data della ‘legge Sirchia‘, in Italia era consentito fumare nei locali pubblici. Sembra preistoria, ma all’epoca era normale far colazione in un bar avvolti da nuvole di fumo (altrui). Ora invece a comparire anche in Italia i divieti di fumo all’aperto, ad esempio nei giardini e nelle aree frequentate dai bambini, un po’ sul modello americano. Durante la finale di Champions League, nello stadio di San Siro il fumo è stato bandito: d’altra parte secondo gli esperti le sigarette inquinano molto anche all’aperto. In base a uno studio del Centro antifumo dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, fra le 18 e mezzanotte, a causa dei fumatori la concentrazione di polveri sottili nelle belle vie pedonali di Brera, quartiere storico di Milano, è maggiore di quella che si trova nelle vie adiacenti, aperte al traffico.

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Publicato in: Attualità Argomenti: Data: 31-05-2017 09:28 AM


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