Una nonna tra le nuvole

Per Bette Burke-Nash, hostess della Us Airways, la pensione può attendere. Ha iniziato a lavorare nel 1957 e a 80 anni non ha ancora intenzione di smettere.

shuttle2Era il lontano 1957 quando Bette Burke-Nash ha iniziato a lavorare per la Eastern Airlines, compagnia aerea statunitense che, tra acquisizioni e cambi di nome, è diventata la moderna Us Airways. E nel 2016, dopo oltre 58 anni di onorato servizio, non è ancora andata in pensione, come se la frase «Grazie per aver volato con noi, buona giornata», che ha ripetuto migliaia di volte, fosse il suo elisir di lunga vita: a 80 anni compiuti, è lei la più anziana hostess ancora in attività.

IL SOGNO DI UNA 16ENNE
Intervistata dal Boston Globe, Bette Burke-Nash ha ripercorso la sua carriera tra le nuvole, iniziata il 4 novembre 1957, quando è stata assunta dalla Eastern Airlines, coronando un sogno coltivato da quando, 16enne, ha preso il primo aereo: «A quel tempo essere una hostess era come salire sul palco per un esame. Era così elegante e romantico. Decollavi e ti ritrovavi in un altro mondo». C’era però un’etichetta da seguire: se a New York si era presentata al colloquio con un abito partendo da Atlantic City con addosso un vestito prestatole dalla sorella, la compagnia le fece frequentare un corso di buone maniere (per imparare come sedersi o indossare l’uniforme) e tagliare i capelli. Bette ha vissuto tutta l’evoluzione dell’aviazione civile: un biglietto per il volo New York–Washington, su cui ha lavorato a lungo, costava appena 12 dollari, non erano necessarie prenotazioni e i biglietti acquistati in anticipo potevano essere usati per voli successivi se l’aereo era pieno.

bette hostessVOLARE ERA UN EVENTO
Come ha raccontato Bette, i passeggeri erano più eleganti, perché volare era un evento. In particolare in prima classe, dove i pasti, a base di roastbeef e champagne, venivano serviti con stoviglie di porcellana, posate d’argento e bicchieri di cristallo. E dopo i pasti passava tra i sedili offrendo sigarette e fiammiferi. In quegli anni le hostess non potevano sposarsi o avere figli, dovevano seguire una dieta severa e abbandonare il servizio a bordo a 32 anni. Ma le regole sono cambiate, anche nell’abbigliamento: se all’inizio indossava guanti bianchi, pelliccia e cappellino blu, negli Anni ’70 ha lavorato con stivali alti, hot pants e una camicetta bianca aderente. Ma soprattutto, ha fatto notare, una volta i passeggeri avevano paura di volare, mentre oggi vanno in panico se vedono un bagaglio abbandonato.

bette hostessTANTE PRIME VOLTE
Infiniti i ricordi di Bette, costellati di prime volte. Solo per fare qualche esempio, ha visto l’assunzione della prima hostess di colore e la nomina della prima donna pilota da parte della sua compagnia. Ci sono anche ricordi brutti, come quello che risale all’11 settembre 2001, quando vide una nuvola di fumo salire dal Pentagono, oppure altri curiosi, come quella volta in cui il suo aereo atterrò con un portellone socchiuso da cui riusciva a vedere il cielo. Oggi volare è meno glamour e la qualità del cibo in quota è calata notevolmente, ma a ricordare a tutti l’aviazione civile di un tempo, e le sue maniere, c’è ancora Bette. Che, ogni anno, supera immancabilmente il test di idoneità.

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Publicato in: Attualità, persone Argomenti: Data: 30-05-2016 04:40 PM


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