Niente donne sul Monte Athos

La regione greca autonoma impedisce l'accesso alle esponenti del sesso femminile. Un divieto che vale anche per gli animali domestici e che nasce, secondo la tradizione, per onorare Maria Vergine.

monte athos greciaImmaginate di essere al pc tutte intente a organizzare un viaggio in Grecia. Vi imbattete nelle foto del Monte Athos e decidete che dovrà essere per forza una tappa della vostra vacanza. Peccato, però, che siate donne. E alle donne, sul Monte Athos, non è permesso mettere piede.

IL GIARDINO DELLA MADONNA
Anzi, per essere precisi, nemmeno gli animali domestici di sesso femminile sono ammessi (a eccezione dei gatti, utili nell’eterna battaglia contro i topi). Con il toponimo Monte Athos, infatti, non viene indicata solo la montagna, ma anche la sua regione, che è autonoma, gode di autogoverno e si definisce repubblica monastica. Rigorosamente al maschile. Perché? Per preservare il voto di celibato dei monaci che la popolano, ovviamente, ma anche perché, secondo la tradizione, l’unico essere femminile di cui è ammessa la presenza è la Madonna, che avrebbe scelto quella regione come giardino personale.

12 MESI DI CARCERE PER I TRASGRESSORI
Nella regione, dunque, mancano uova e formaggio, visto che sono bandite anche le mucche e le galline. Le donne, invece, devono tenersi a una distanza di almeno 500 metri dalla costa. Ma anche l’accesso degli uomini è strettamente regolato, visto che ogni giorno sono ammessi solo 100 ortodossi e 10 non ortodossi, che non possono intrattenersi per più di quattro giorni. Inoltre, i visitatori devono aver raggiunto un’età tale da poter farsi crescere la barba, ma su quest’ultimo punto i monaci sono più tolleranti e i bambini, se accompagnati da un adulto, possono entrare. Nel corso dei secoli, alcune donne sono riuscite a entrare nella regione. Durante la guerra civile greca, tra il 1946 e il 1949, un gruppo di donne e ragazze razziò la regione in cerca di animali. Nel 1953 un’altra donna si travestì da uomo e in seguito alla sua intrusione venne promulgata una legge che proibiva esplicitamente la presenza femminile nella regione. Infine, nel 2008, quattro donne moldave vennero abbandonate lì da dei trafficanti ucraini. I monaci le perdonarono, sottraendole così alla pena detentiva di 12 mesi riservata ai trasgressori.

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Publicato in: Attualità Argomenti: , , Data: 30-05-2016 01:51 PM


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