Libera di sbagliare

di Enrico Matzeu
Musica, talent, successi, errori. A tu per tu con Syria, che dal 29 maggio veste i panni di giudice di Top Dj su Italia Uno, con David Morales e a Gué Pequeno. La prima volta a fianco di suo marito.

Hilfiger Denim Live MilanoSyria si cala nei panni di giudice alla ricerca del dj perfetto. Dal 29 maggio, assieme al dj di fama mondiale David Morales e al rapper e produttore Gué Pequeno, è protagonista di Top Dj, il talent in cui i concorrenti si sfidano in consolle e che approda su Italia Uno in seconda serata. Tra le novità di questa edizione ci sono anche il coach Tommy Vee, lanciato nel piccolo schermo dal Grande Fratello e Fabiola, la bionda speaker di Radio 105, con il compito di raccontare le vicende dei concorrenti. È la prima volta che Syria si misura con il ruolo di giurata, ma sembra pronta e combattiva, promettendo di «portare tutta me stessa».

20 ANNI DI MUSICA
La sfida per Cecilia – questo il suo nome di battesimo – è stata doppia, perché oltre a confrontarsi con un titano della musica house come David Morales, ha dovuto anche fare i conti con Pierpaolo Peroni, che oltre a essere stato il celebre produttore degli 883 è anche l’ideatore di Top Dj, nonché suo marito da oltre 14 anni. In comune, oltre ai due figli, hanno una passione viscerale per la musica e lei, che ha debuttato a Sanremo nel 1996 con Non ci sto, segue molto i suoi consigli. Sono passati 20 anni da quegli esordi, ma Syria conserva quella freschezza e quella spontaneità che i suoi fan hanno sempre ritrovato anche nelle sue canzoni, anche se «ultimamente ho fatto scelte spiazzanti, come un disco di musica elettronica», che l’hanno comunque sempre premiata. L’ansia per il debutto nel suo nuovo ruolo comunque c’è «anche perché io non sono una dj, ma ho frequentato molto quegli ambienti e penso di avere la sensibilità giusta per capirli», dice a LetteraDonna.

I giudici di Top Dj: David Morales, Syria e Gué Pequeno.

I giudici di Top Dj: David Morales, Syria e Gué Pequeno.

DOMANDA: Come si è approcciata al ruolo di giudice?
RISPOSTA: Per me è stata una novità, assolutamente gradevole, perché ho imparato anche a giudicare qualcuno, e spero nel modo migliore. In realtà non si è mai veramente preparati a tutto questo.
D: Quindi è stato difficile?
R: Diciamo non facilissimo, perché non credo di essere nata per far questo nella vita.
D: Però ha già avuto un’esperienza in un talent, Star Academy nel 2011. Cosa non funzionò?
R: In quell’occasione ero coach e in realtà mi sentivo più a mio agio. Non saprei dire il motivo per cui il programma non andò bene, anche perché c’erano concorrenti con tutte le carte in regola per farsi notare. È stato un peccato che l’abbiano chiuso così presto.
D: A Top Dj invece sarà una giudice severa?
R: No, quello severo è giustamente David Morales, che con 40 anni di carriera se lo può permettere. Io e Gué Pequeno ci siamo regolati di conseguenza, dicendo la nostra secondo il nostro personale gusto e visione delle cose. A livello tecnico, quello che doveva essere detto è stato detto soprattutto da Morales.
D: Syria cosa porta al programma?
R: Ormai per fare il giudice non ci sono più regole. Io sono stata coinvolta perché posso dire qualcosa soprattutto su come un giovane dj si comporta davanti al pubblico. Mi sono permessa di portare la mia visione delle cose, anche perché questo tipo di format ha preso una piega diversa rispetto al passato. Non ci sono più solo giudici tecnici, ma si cercano anche persone con una prospettiva diversa e leggera.
D: Lei e Gué Pequeno avete dei tratti in comune?
R: Anche lui non è un dj, ad esempio, ma viene dalla scena hip hop, e quindi ha una sua visione precisa perché è musicista. In comune abbiamo il fatto di poter giudicare i ragazzi soprattutto perché conosciamo la musica.

I tre giudici ai casting di Top Dj.

I tre giudici ai casting di Top Dj.

D: Con gli altri giudici che tipo di dinamiche scatteranno?
R: Ci sarà un grande equilibrio tra di noi, perché David Morales ha smosso le acque a livello tecnico e noi ci siamo gestiti il resto. Tutti e tre in realtà ci siamo trovati in accordo o in disaccordo, ma il confronto è stato costruttivo e ci ha permesso di arrivare in finale con serenità, perché ci siamo trovati quasi sempre in sintonia sulle nostre scelte.
D: È la prima volta che lavora con suo marito Pierpaolo Peroni, ideatore del programma. Che esperienza è stata?
R: Bellissima, perché noi ci siamo sempre detti che non avremmo mai lavorato assieme e saremmo stati indipendenti, quindi era una novità ed è stata molto positiva. Sono stata contattata da Italia Uno e mi ha fatto molto piacere, anche perché nel corso di questa esperienza non mi sono mai sentita la moglie di Pierpaolo, ma ho sempre avuto il mio ruolo di giudice. Abbiamo voluto metterci alla prova e l’abbiamo superata benissimo.

D: Nonostante lavoriate nello stesso ambiente, lei è sempre stata indipendente. 
R: Sì, è una decisione che abbiamo preso fin dall’inizio. Ovviamente c’è un confronto quotidiano, perché io sono felice di imparare da Pierpaolo, che è per me un grande maestro oltre che un marito e un padre eccezionale.
D: Tra i dj ci sono sempre poche donne. Come se lo spiega?
R: Perché evidentemente ci sono certi mestieri in cui le donne non riescono a emergere, anche se ci auguriamo tutti in futuro le cose migliorino. La cosa che spero è che con Top Dj l’entusiasmo e la grinta femminile escano fuori.
D: Come ha festeggiato i suoi 20 anni di carriera?
R:
 A novembre 2015 ho organizzato un grande concerto a Brescia con la Filarmonica Italiana assieme ad amiche e colleghe come Malika Ayane, Emma, Francesca Michielin, Noemi, La Pina e Paola Turci. È stato per me il regalo più grande e a settembre farò uscire un best con il live di quella serata indimenticabile.
D: In cosa si è piaciuta lavorativamente parlando?

R: Nelle mie scelte libere. Sono felice di aver sperimentato e di aver preso il volo, facendo esattamente quello che volevo, anche se con fatica non importa, perché sono contenta di ciò che ho ottenuto.

D: In cosa invece non si è piaciuta?
R: Agli esordi ho fatto degli errori, è giusto così. Se potessi tornare indietro vorrei recuperare alcune cose che ho sbagliato, ma ormai è troppo tardi.
D: Come mai rispetto al passato la sentiamo poco in radio?
R: Credo di aver fatto scelte abbastanza radicali ultimamente.
D: Quali?
R: Ho fatto un tributo alle band indipendenti, lasciando da parte la musica pop. Poi ho inciso un disco elettronico che è stata una follia, ma è stato giusto farlo. Tutti mi ricordano per Sanremo e magari non per ciò che ho fatto dopo, ma io fortunatamente nella vita ho fatto tante cose e credo che il risultato si veda. Poi non è vero che le radio non mi passano o non mi hanno sostenuta, anche se non mi preoccupa più la cosa. Chi mi ha sempre sostenuto è stato il mio pubblico.

D: Come trasmette la musica ai suoi figli?
R: In casa la libreria di iTunes è sempre accesa con tutto quello che piace a me e a Pierpaolo. Nostra figlia Alice ha 14 anni e ama andare ai concerti con noi e con le sue amiche ed è attratta da tutto ciò che le proponiamo. Romeo invece ha solo quattro anni e da poco ha scovato la mamma Wonderwoman nel mio video Se tu non sei con me e la cosa mi diverte molto (ride, ndr). Poi ha scoperto anche Max Pezzali.
D: Parliamo di moda. Lei ha sempre look ricercati e di tendenza. È opera sua o c’è qualcuno che l’aiuta?
R: In realtà sono stata aiutata solo all’inizio della mia carriera, poi vivendo a Milano è stato facile, perché da quel punto di vista è una città che offre molto. Osservare come sono vestite le persone per strada o ai festival è una mia grande ispirazione. Anche se non ragiono molto su cosa mettermi: sono un’istintiva.

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , , , , , Data: 27-05-2016 04:59 PM


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