«Sogno una Roma sportiva»

di Lara De Luna
Alessia Filippi, nuotatrice olimpica candidata nella Capitale con Giachetti, scende in campo per valorizzare lo sport. E aiutare i giovani a realizzare i loro sogni. «Le Olimpiadi? Fanno bene al cuore».

Swimming Day Three - 13th FINA World ChampionshipsClasse 1987, mamma, dirigente ed ex nuotatrice. È l’identikit di Alessia Filippi, campionessa della nazionale di nuoto ieri e medaglia d’argento olimpica nel 2008 ai Giochi di Pechino, oggi capolista a Roma per la lista civica a sostegno di Roberto Giachetti. Alle prossime Comunali l’ex sportiva arriva forte di una fede politica che risale all’adolescenza e di un bisogno genuino, quello di «aiutare la città e aiutare i ragazzi a realizzarsi attraverso lo sport». Che per lei è soprattutto uguaglianza, fratellanza e pace.

DOMANDA: Già anni fa si parlava di una sua candidatura a Roma. Cos’è successo poi?
RISPOSTA: Quando mi fu proposto, non ero realmente convinta. Non ho mai detto di sì, la possibilità che io mi facessi avanti era nell’aria ma non si è mai concretizzata perché alla fine ho rifiutato. Non mi sentivo pronta.
D: Oggi invece lo è?
R: Sono più matura, più centrata. In tre anni sono cresciuta molto, sono diventata mamma e sento mie le necessità dei giovani e dei più piccoli. È a loro che vuole andare il mio aiuto.
D: Quanto conta la sua infanzia in una periferia difficile nella decisione di «aiutare la città», come ha più volte dichiarato?
R: Tutto. È il punto di partenza. Io ho smesso di nuotare molto giovane anche per lo stress e la difficoltà comportati dal fare sport a Roma. Le strutture sono poche, tutte in centro; se non hai una famiglia alle spalle diventa quasi impossibile allenarsi. È dalla mia storia personale che nasce la voglia di aiutare gli altri: nessuno dovrebbe fare 100 km al giorno, come è capitato a me, solo per poter nuotare. Ogni ragazzo dovrebbe avere le possibilità di seguire il suo sogno e la sua vocazione, qualsiasi essa sia, non solo calcio o nuoto, che sono gli unici sport praticabili oggi a Roma. E se io fossi nata schermitrice? Cosa ne sarebbe stato del mio talento?
D: Roma 2024, ipotesi olimpiche. Giachetti ha espresso condizioni molto precise per il suo appoggio alla candidatura, nel caso fosse eletto. Lei, da ex olimpionica, cosa ne pensa?
R: Da nuotatrice dico con entusiasmo che Roma ha bisogno delle Olimpiadi perché fanno bene al cuore delle persone. Ho respirato le Olimpiadi, ho vissuto i villaggi olimpici e non c’è niente che insegni l’uguaglianza più di questa manifestazione. Invece, come cittadina sono convinta che il ritorno in termini di visibilità e di turismo sarà molto più importante delle spese che la città dovrà affrontare. Ricordo i Mondiali di nuoto di Roma, dove tutti i tifosi stranieri rimasero ancora molti giorni dopo la fine delle competizioni. In Italia succede sempre, all’estero quasi mai. Possiamo solo guadagnarci, da questa candidatura.
D: Ha parlato del suo programma, focalizzato sul progetto «più sport nelle scuole». A quali enti ed esperti pensa che si appoggerà, nel caso di vittoria, per sviluppare un piano sostenibile?
R: Principalmente mi avvarrei dell’aiuto del Coni e di tutta l’amministrazione comunale. Il primo passo da affrontare, tutti insieme, sarà quello di migliorare materialmente le strutture scolastiche, di adeguare le palestre in modo che possano servire per quanti più sport possibile. Canestri, reti da pallavolo, attrezzi per l’atletica: un piano realistico parte da qui.
D: Quali sono gli altri progetti, per quanto riguarda il binomio scuola-sport?
R: Vorrei che i ragazzi dei licei potessero usufruire del centro sportivo universitario della città. Andrebbero istituite delle navette per poterli trasportare senza gravare sulle famiglie, che vanno aiutate. In questo come nella gestione dell’alimentazione dei ragazzi, ambito in cui sono lasciate da sole. Per questo proverò a introdurre la figura del nutrizionista nelle scuole. Un bambino che appena uscito da scuola ha mille altre attività, tra cui magari lo sport, ha bisogno di apporti nutrizionali speciali. In ultimo, ma non per importanza, vorrei aumentare le ore di sport a scuola.
D: I programmi di Coni e associati vorrebbero lo sport anche nelle materne. Cosa ne pensa?
R: Che sono fondamentali. I bambini devono imparare fin da piccoli la bellezza dello sport, che non è solo attenzione al fisico e educazione alla competitività e alla sconfitta, ma soprattutto il luogo perfetto per l’integrazione. Io sono nata a Tor Bella Monaca, ma per i miei compagni di piscina non sono mai stata «quella della periferia». Ero solo Alessia, una ragazza che nuotava.
D: Ha dichiarato più volte di volere Roma sede di una grande maratona. Cosa ci guadagnerebbe la città secondo lei?
R: Roma è una delle città più belle del mondo e un evento internazionale come una maratona sul modello di quella di New York non può far altro che portarle pubblicità positiva. E tanto turismo. Aprire la città ad atleti internazionali e alla cultura dello sport può essere solo un arricchimento sotto tantissimi punti di vista. In più organizzare una maratona è meno dispendioso e complicato che attrezzarsi per un Mondiale di nuoto, o per un Europeo. Non so se ci riuscirò, ma sicuramente non ho intenzione di mollare: è un progetto in cui credo molto.
D: Allontaniamoci dall’aspetto prettamente sportivo: quali sono da giovane mamma le priorità della città, secondo lei?
R: La risposta più istintiva è: costruire più nidi, aiutare le famiglie con bambini piccoli. La burocrazia è pesantissima, la sola domanda per iscrivere il proprio bambino all’asilo nido è fin troppo complicata. In più molte famiglie sono costrette a tenere i bambini a casa, pur non potendo, perché le liste d’attesa sono infinite. Una città efficiente deve stare vicino alle famiglie e questo è già un programma della candidatura di Roberto Giachetti. In più io penso sia importantissimo dotare Roma di parchi pubblici, soprattutto nelle periferie.
D: Meloni, Raggi, Valente. Le comunali 2016 vedono ovunque una forte presenza femminile. Cosa ne pensa? Qual è, se c’è,  la marcia in più delle donne che scendono in politica?
R: Da sportiva, non penso che le donne e gli uomini siano differenti, se non ovviamente nella forza fisica. Noi donne siamo toste, siamo abituate a gestire più cose contemporaneamente, ma lo siamo sempre state. Oggi però siamo pronte a metterci in gioco in ruoli che prima ci erano preclusi.

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , , Data: 26-05-2016 06:25 PM


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